Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Namibia

Occupazione vulnerabile in Namibia nel 2025 — 29,94%. È il 95º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 9,65 p.p..

2025 29,94% −0,3 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 95di 182
Massimo del periodo 39,59%1991
Minimo del periodo 25,24%2016

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Namibia, 1991–20252530354019911995199920032007201120152019202320251991: 39,59%1992: 39,53%1993: 39,47%1994: 39,37%1995: 39,26%1996: 39,12%1997: 38,93%1998: 38,56%1999: 38,16%2000: 37,7%2001: 37,29%2002: 36,78%2003: 36,25%2004: 35,62%2005: 35%2006: 34,39%2007: 33,81%2008: 33,27%2009: 32,8%2010: 32,37%2011: 32,19%2012: 31,9%2013: 33,04%2014: 30,29%2015: 27,75%2016: 25,24%2017: 28,24%2018: 31,23%2019: 31,16%2020: 31,43%2021: 30,83%2022: 30,69%2023: 30,49%2024: 30,23%2025: 29,94%
Variazione nel periodo: −9,65 p.p. Media annua: -0,28 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Namibia

Namibia 29,94%
Mondo 42,38%
Africa australe calcolato 13,76%
Paesi a reddito medio-alto calcolato 33,77%
Occupazione vulnerabile — Namibia, per anno Namibia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 29,94 −0,3 p.p.
2024 30,23 −0,26 p.p.
2023 30,49 −0,2 p.p.
2022 30,69 −0,14 p.p.
2021 30,83 −0,61 p.p.
2020 31,43 +0,27 p.p.
2019 31,16 −0,07 p.p.
2018 31,23 +2,99 p.p.
2017 28,24 +3 p.p.
2016 25,24 −2,51 p.p.
2015 27,75 −2,54 p.p.
2014 30,29 −2,75 p.p.
2013 33,04 +1,14 p.p.
2012 31,9 −0,29 p.p.
2011 32,19 −0,18 p.p.
2010 32,37 −0,43 p.p.
2009 32,8 −0,47 p.p.
2008 33,27 −0,54 p.p.
2007 33,81 −0,58 p.p.
2006 34,39 −0,61 p.p.
2005 35 −0,62 p.p.
2004 35,62 −0,63 p.p.
2003 36,25 −0,53 p.p.
2002 36,78 −0,51 p.p.
2001 37,29 −0,42 p.p.
2000 37,7 −0,45 p.p.
1999 38,16 −0,4 p.p.
1998 38,56 −0,37 p.p.
1997 38,93 −0,19 p.p.
1996 39,12 −0,14 p.p.
1995 39,26 −0,11 p.p.
1994 39,37 −0,1 p.p.
1993 39,47 −0,06 p.p.
1992 39,53 −0,06 p.p.
1991 39,59

Africa australe, 2025

Lo stesso indicatore nei paesi vicini — con link alle loro pagine

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.