Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Africa australe

Occupazione vulnerabile in Africa australe nel 2025 — 13,76%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 0,73 p.p..

2025 13,76% −0,04 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 14,5%1992
Minimo del periodo 11,56%2014

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Africa australe, 1991–2025111213141519911995199920032007201120152019202320251991: 14,49%1992: 14,5%1993: 14,48%1994: 14,4%1995: 14,3%1996: 14,15%1997: 14,01%1998: 13,85%1999: 13,65%2000: 13,45%2001: 13,72%2002: 13,6%2003: 13,46%2004: 13,22%2005: 13,9%2006: 13,81%2007: 12,94%2008: 12,78%2009: 12,81%2010: 12,89%2011: 12,86%2012: 12,79%2013: 12,34%2014: 11,56%2015: 11,9%2016: 11,93%2017: 12,3%2018: 12,72%2019: 12,98%2020: 13,11%2021: 13,31%2022: 13,47%2023: 13,13%2024: 13,8%2025: 13,76%
Variazione nel periodo: −0,73 p.p. Media annua: -0,02 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Africa australe

Africa australe 13,76%
Mondo 42,38%
Occupazione vulnerabile — Africa australe, per anno Africa australe Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 13,76 −0,04 p.p.
2024 13,8 +0,67 p.p.
2023 13,13 −0,35 p.p.
2022 13,47 +0,16 p.p.
2021 13,31 +0,21 p.p.
2020 13,11 +0,12 p.p.
2019 12,98 +0,26 p.p.
2018 12,72 +0,42 p.p.
2017 12,3 +0,37 p.p.
2016 11,93 +0,03 p.p.
2015 11,9 +0,34 p.p.
2014 11,56 −0,78 p.p.
2013 12,34 −0,44 p.p.
2012 12,79 −0,08 p.p.
2011 12,86 −0,03 p.p.
2010 12,89 +0,09 p.p.
2009 12,81 +0,03 p.p.
2008 12,78 −0,16 p.p.
2007 12,94 −0,87 p.p.
2006 13,81 −0,1 p.p.
2005 13,9 +0,68 p.p.
2004 13,22 −0,24 p.p.
2003 13,46 −0,15 p.p.
2002 13,6 −0,12 p.p.
2001 13,72 +0,27 p.p.
2000 13,45 −0,21 p.p.
1999 13,65 −0,19 p.p.
1998 13,85 −0,17 p.p.
1997 14,01 −0,14 p.p.
1996 14,15 −0,15 p.p.
1995 14,3 −0,1 p.p.
1994 14,4 −0,08 p.p.
1993 14,48 −0,03 p.p.
1992 14,5 +0,02 p.p.
1991 14,49

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.