Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Lussemburgo

Occupazione vulnerabile in Lussemburgo nel 2025 — 6,95%. È il 21º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 1,18 p.p..

2025 6,95% +0,02 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 21di 182
Massimo del periodo 8,17%1995
Minimo del periodo 4,07%2008

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Lussemburgo, 1991–20254681019911995199920032007201120152019202320251991: 8,13%1992: 7,5%1993: 8,12%1994: 7,86%1995: 8,17%1996: 6,93%1997: 6,52%1998: 6,62%1999: 6,35%2000: 6,42%2001: 4,93%2002: 5,28%2003: 5,18%2004: 5,3%2005: 5,17%2006: 5,02%2007: 4,55%2008: 4,07%2009: 5,52%2010: 5,27%2011: 5,53%2012: 5,76%2013: 5,89%2014: 5,62%2015: 7,39%2016: 7,56%2017: 6,67%2018: 6,03%2019: 6,89%2020: 6,54%2021: 7,8%2022: 7,21%2023: 6,85%2024: 6,93%2025: 6,95%
Variazione nel periodo: −1,18 p.p. Media annua: -0,03 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Lussemburgo

Lussemburgo 6,95%
Mondo 42,38%
Europa occidentale calcolato 7,38%
Paesi ad alto reddito calcolato 7,92%
Occupazione vulnerabile — Lussemburgo, per anno Lussemburgo Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 6,95 +0,02 p.p.
2024 6,93 +0,07 p.p.
2023 6,85 −0,36 p.p.
2022 7,21 −0,59 p.p.
2021 7,8 +1,26 p.p.
2020 6,54 −0,35 p.p.
2019 6,89 +0,86 p.p.
2018 6,03 −0,64 p.p.
2017 6,67 −0,89 p.p.
2016 7,56 +0,17 p.p.
2015 7,39 +1,77 p.p.
2014 5,62 −0,27 p.p.
2013 5,89 +0,13 p.p.
2012 5,76 +0,23 p.p.
2011 5,53 +0,26 p.p.
2010 5,27 −0,25 p.p.
2009 5,52 +1,46 p.p.
2008 4,07 −0,48 p.p.
2007 4,55 −0,47 p.p.
2006 5,02 −0,15 p.p.
2005 5,17 −0,13 p.p.
2004 5,3 +0,12 p.p.
2003 5,18 −0,1 p.p.
2002 5,28 +0,36 p.p.
2001 4,93 −1,49 p.p.
2000 6,42 +0,07 p.p.
1999 6,35 −0,26 p.p.
1998 6,62 +0,1 p.p.
1997 6,52 −0,41 p.p.
1996 6,93 −1,25 p.p.
1995 8,17 +0,31 p.p.
1994 7,86 −0,26 p.p.
1993 8,12 +0,62 p.p.
1992 7,5 −0,62 p.p.
1991 8,13

Europa occidentale, 2025

Lo stesso indicatore nei paesi vicini — con link alle loro pagine

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.