Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Europa occidentale

Occupazione vulnerabile in Europa occidentale nel 2025 — 7,38%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 1,54 p.p..

2025 7,38% −0,04 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 8,98%1994
Minimo del periodo 7,29%2023

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Europa occidentale, 1991–202577,588,5919911995199920032007201120152019202320251991: 8,91%1992: 8,95%1993: 8,91%1994: 8,98%1995: 8,92%1996: 8,76%1997: 8,71%1998: 8,51%1999: 8,35%2000: 8,05%2001: 7,91%2002: 7,82%2003: 7,89%2004: 8,03%2005: 8,22%2006: 8,35%2007: 8,07%2008: 7,67%2009: 7,88%2010: 7,92%2011: 8,06%2012: 7,95%2013: 7,88%2014: 7,89%2015: 7,8%2016: 7,76%2017: 7,57%2018: 7,45%2019: 7,43%2020: 7,57%2021: 7,3%2022: 7,36%2023: 7,29%2024: 7,41%2025: 7,38%
Variazione nel periodo: −1,54 p.p. Media annua: -0,05 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Europa occidentale

Europa occidentale 7,38%
Mondo 42,38%
Occupazione vulnerabile — Europa occidentale, per anno Europa occidentale Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 7,38 −0,04 p.p.
2024 7,41 +0,12 p.p.
2023 7,29 −0,08 p.p.
2022 7,36 +0,07 p.p.
2021 7,3 −0,27 p.p.
2020 7,57 +0,14 p.p.
2019 7,43 −0,02 p.p.
2018 7,45 −0,13 p.p.
2017 7,57 −0,19 p.p.
2016 7,76 −0,03 p.p.
2015 7,8 −0,09 p.p.
2014 7,89 +0,01 p.p.
2013 7,88 −0,07 p.p.
2012 7,95 −0,11 p.p.
2011 8,06 +0,14 p.p.
2010 7,92 +0,04 p.p.
2009 7,88 +0,21 p.p.
2008 7,67 −0,41 p.p.
2007 8,07 −0,28 p.p.
2006 8,35 +0,13 p.p.
2005 8,22 +0,18 p.p.
2004 8,03 +0,15 p.p.
2003 7,89 +0,06 p.p.
2002 7,82 −0,08 p.p.
2001 7,91 −0,14 p.p.
2000 8,05 −0,3 p.p.
1999 8,35 −0,16 p.p.
1998 8,51 −0,19 p.p.
1997 8,71 −0,05 p.p.
1996 8,76 −0,16 p.p.
1995 8,92 −0,06 p.p.
1994 8,98 +0,08 p.p.
1993 8,91 −0,05 p.p.
1992 8,95 +0,04 p.p.
1991 8,91

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.