Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Francia

Occupazione vulnerabile in Francia nel 2025 — 8,5%. È il 30º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 1,72 p.p..

2025 8,5% −0,07 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 30di 182
Massimo del periodo 10,21%1991
Minimo del periodo 5,96%2008

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Francia, 1991–2025468101219911995199920032007201120152019202320251991: 10,21%1992: 10%1993: 9,37%1994: 9,29%1995: 8,88%1996: 8,54%1997: 8,3%1998: 7,89%1999: 7,65%2000: 7,03%2001: 6,61%2002: 6,51%2003: 6,81%2004: 6,61%2005: 6,53%2006: 6,9%2007: 6,58%2008: 5,96%2009: 6,48%2010: 7,04%2011: 7,19%2012: 7,12%2013: 6,97%2014: 7,37%2015: 7,32%2016: 7,56%2017: 7,41%2018: 7,42%2019: 7,85%2020: 8,2%2021: 7,67%2022: 8,08%2023: 8,08%2024: 8,57%2025: 8,5%
Variazione nel periodo: −1,72 p.p. Media annua: -0,05 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Francia

Francia 8,5%
Mondo 42,38%
Europa occidentale calcolato 7,38%
Paesi ad alto reddito calcolato 7,92%
Occupazione vulnerabile — Francia, per anno Francia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 8,5 −0,07 p.p.
2024 8,57 +0,49 p.p.
2023 8,08 +0 p.p.
2022 8,08 +0,4 p.p.
2021 7,67 −0,53 p.p.
2020 8,2 +0,35 p.p.
2019 7,85 +0,43 p.p.
2018 7,42 +0,01 p.p.
2017 7,41 −0,15 p.p.
2016 7,56 +0,24 p.p.
2015 7,32 −0,05 p.p.
2014 7,37 +0,39 p.p.
2013 6,97 −0,14 p.p.
2012 7,12 −0,07 p.p.
2011 7,19 +0,14 p.p.
2010 7,04 +0,56 p.p.
2009 6,48 +0,52 p.p.
2008 5,96 −0,62 p.p.
2007 6,58 −0,32 p.p.
2006 6,9 +0,37 p.p.
2005 6,53 −0,08 p.p.
2004 6,61 −0,2 p.p.
2003 6,81 +0,3 p.p.
2002 6,51 −0,11 p.p.
2001 6,61 −0,42 p.p.
2000 7,03 −0,61 p.p.
1999 7,65 −0,24 p.p.
1998 7,89 −0,41 p.p.
1997 8,3 −0,24 p.p.
1996 8,54 −0,35 p.p.
1995 8,88 −0,41 p.p.
1994 9,29 −0,07 p.p.
1993 9,37 −0,64 p.p.
1992 10 −0,21 p.p.
1991 10,21

Europa occidentale, 2025

Lo stesso indicatore nei paesi vicini — con link alle loro pagine

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.