Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Tagikistan

Disoccupazione maschile in Tagikistan nel 2025 — 8,16%. È il 139º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è cresciuto del 6,34 p.p..

2025 8,16% −0,11 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 139di 182
Massimo del periodo 9%2021
Minimo del periodo 1,82%1991

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Tagikistan, 1991–202502,557,51019911995199920032007201120152019202320251991: 1,82%1992: 1,85%1993: 2,69%1994: 3,07%1995: 3,37%1996: 3,88%1997: 3,93%1998: 4,63%1999: 4,65%2000: 4,55%2001: 4,29%2002: 4,72%2003: 4,8%2004: 4,34%2005: 4,39%2006: 4,7%2007: 3,75%2008: 6,18%2009: 8,61%2010: 8,58%2011: 8,54%2012: 8,47%2013: 8,42%2014: 8,38%2015: 8,34%2016: 8,3%2017: 8,27%2018: 8,24%2019: 8,22%2020: 8,93%2021: 9%2022: 8,27%2023: 8,26%2024: 8,27%2025: 8,16%
Variazione nel periodo: +6,34 p.p. Media annua: 0,19 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Tagikistan

Tagikistan 8,16%
Mondo 4,69%
Asia centrale calcolato 4,21%
Paesi a reddito medio-basso calcolato 4,07%
Disoccupazione maschile — Tagikistan, per anno Tagikistan Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 8,16 −0,11 p.p.
2024 8,27 +0,01 p.p.
2023 8,26 −0,01 p.p.
2022 8,27 −0,73 p.p.
2021 9 +0,08 p.p.
2020 8,93 +0,71 p.p.
2019 8,22 −0,02 p.p.
2018 8,24 −0,03 p.p.
2017 8,27 −0,03 p.p.
2016 8,3 −0,04 p.p.
2015 8,34 −0,04 p.p.
2014 8,38 −0,04 p.p.
2013 8,42 −0,05 p.p.
2012 8,47 −0,07 p.p.
2011 8,54 −0,04 p.p.
2010 8,58 −0,03 p.p.
2009 8,61 +2,43 p.p.
2008 6,18 +2,43 p.p.
2007 3,75 −0,95 p.p.
2006 4,7 +0,31 p.p.
2005 4,39 +0,05 p.p.
2004 4,34 −0,46 p.p.
2003 4,8 +0,08 p.p.
2002 4,72 +0,43 p.p.
2001 4,29 −0,25 p.p.
2000 4,55 −0,11 p.p.
1999 4,65 +0,02 p.p.
1998 4,63 +0,7 p.p.
1997 3,93 +0,05 p.p.
1996 3,88 +0,52 p.p.
1995 3,37 +0,3 p.p.
1994 3,07 +0,37 p.p.
1993 2,69 +0,84 p.p.
1992 1,85 +0,03 p.p.
1991 1,82

Asia centrale, 2025

Lo stesso indicatore nei paesi vicini — con link alle loro pagine

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.