Quota degli alimenti nelle importazioni — tutti i paesi

Quota degli alimenti nelle importazioni — Comore

Quota degli alimenti nelle importazioni alle Comore nel 2023 — 42,07%. È il 1º posto al mondo su 160. Dal 1962 l'indicatore è cresciuto del 3,87 p.p..

2023 42,07% −4,76 p.p. vs 2022
Posizione nel mondo 1di 160
Massimo del periodo 49,22%2016
Minimo del periodo 19,46%1999

Andamento per anno

1962–2023 · % delle importazioni di merci

Quota degli alimenti nelle importazioni — Comore, 1962–2023102030405019621969197619831990199720042011201820231962: 38,2%1995: 48,53%1996: 42,63%1997: 46,27%1998: 44,16%1999: 19,46%2000: 43,37%2001: 38,51%2002: 40,2%2003: 38,04%2004: 43,9%2005: 34,18%2006: 28,21%2007: 19,51%2008: 48,03%2009: 39,09%2010: 38,05%2011: 40,83%2012: 41,95%2013: 36,12%2014: 41,52%2015: 45,31%2016: 49,22%2017: 34,93%2018: 42,05%2019: 42,7%2020: 37,64%2021: 25,31%2022: 46,82%2023: 42,07%
Variazione nel periodo: +3,87 p.p. Media annua: 0,06 p.p.

Confronto, 2023

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Comore

Comore 42,07%
Mondo 8,68%
Africa orientale calcolato 15,33%
Paesi a reddito medio-basso calcolato 10,21%
Quota degli alimenti nelle importazioni — Comore, per anno Comore Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2023 42,07 −4,76 p.p.
2022 46,82 +21,51 p.p.
2021 25,31 −12,33 p.p.
2020 37,64 −5,06 p.p.
2019 42,7 +0,64 p.p.
2018 42,05 +7,12 p.p.
2017 34,93 −14,29 p.p.
2016 49,22 +3,92 p.p.
2015 45,31 +3,79 p.p.
2014 41,52 +5,4 p.p.
2013 36,12 −5,83 p.p.
2012 41,95 +1,12 p.p.
2011 40,83 +2,79 p.p.
2010 38,05 −1,05 p.p.
2009 39,09 −8,94 p.p.
2008 48,03 +28,52 p.p.
2007 19,51 −8,7 p.p.
2006 28,21 −5,97 p.p.
2005 34,18 −9,72 p.p.
2004 43,9 +5,86 p.p.
2003 38,04 −2,16 p.p.
2002 40,2 +1,69 p.p.
2001 38,51 −4,87 p.p.
2000 43,37 +23,91 p.p.
1999 19,46 −24,7 p.p.
1998 44,16 −2,11 p.p.
1997 46,27 +3,64 p.p.
1996 42,63 −5,9 p.p.
1995 48,53
1962 38,2

Sull'indicatore

Quota degli alimenti nelle importazioni di merci. L'indicatore si legge come una misura della dipendenza alimentare, ma con una riserva: la quota è alta sia nei paesi ricchi con poca agricoltura, dove il cibo è semplicemente una voce di consumo importante, sia in quelli più poveri, dove significa vulnerabilità ai prezzi mondiali dei cereali. Per distinguere i due casi aiuta il confronto con l'insicurezza alimentare e con il peso dell'agricoltura nell'economia.

Importante: Un valore alto non è di per sé segnale di un problema: a Singapore e in Giappone la quota è elevata con un approvvigionamento del tutto garantito. Conviene guardarla insieme all'insicurezza alimentare.

Fonte: UNCTADstat (UNCTAD), licenza CC BY 3.0 IGO.