Quota degli alimenti nelle esportazioni — tutti i paesi

Quota degli alimenti nelle esportazioni — Comore

Quota degli alimenti nelle esportazioni alle Comore nel 2023 — 88,54%. È il 5º posto al mondo su 160. Dal 1962 l'indicatore è cresciuto del 44,33 p.p..

2023 88,54% +13,48 p.p. vs 2022
Posizione nel mondo 5di 160
Massimo del periodo 97,48%2003
Minimo del periodo 13,78%2007

Andamento per anno

1962–2023 · % delle esportazioni di merci

Quota degli alimenti nelle esportazioni — Comore, 1962–2023025507510019621969197619831990199720042011201820231962: 44,21%1995: 76,39%1996: 63,89%1997: 61,52%1998: 62,33%1999: 88,99%2000: 88,48%2001: 95,98%2002: 97,21%2003: 97,48%2004: 96,26%2005: 86,88%2006: 86,25%2007: 13,78%2008: 68,44%2009: 73,37%2010: 65,98%2011: 77,97%2012: 84,68%2013: 71,97%2014: 62,62%2015: 73,63%2016: 74,47%2017: 80,17%2018: 63,93%2019: 43,44%2020: 66,53%2021: 53,05%2022: 75,07%2023: 88,54%
Variazione nel periodo: +44,33 p.p. Media annua: 0,73 p.p.

Confronto, 2023

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Comore

Comore 88,54%
Mondo 8,78%
Africa orientale calcolato 32,35%
Paesi a reddito medio-basso calcolato 14,13%
Quota degli alimenti nelle esportazioni — Comore, per anno Comore Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2023 88,54 +13,48 p.p.
2022 75,07 +22,01 p.p.
2021 53,05 −13,48 p.p.
2020 66,53 +23,09 p.p.
2019 43,44 −20,49 p.p.
2018 63,93 −16,24 p.p.
2017 80,17 +5,7 p.p.
2016 74,47 +0,84 p.p.
2015 73,63 +11,01 p.p.
2014 62,62 −9,35 p.p.
2013 71,97 −12,71 p.p.
2012 84,68 +6,71 p.p.
2011 77,97 +11,99 p.p.
2010 65,98 −7,4 p.p.
2009 73,37 +4,93 p.p.
2008 68,44 +54,66 p.p.
2007 13,78 −72,46 p.p.
2006 86,25 −0,63 p.p.
2005 86,88 −9,38 p.p.
2004 96,26 −1,23 p.p.
2003 97,48 +0,27 p.p.
2002 97,21 +1,23 p.p.
2001 95,98 +7,49 p.p.
2000 88,48 −0,5 p.p.
1999 88,99 +26,66 p.p.
1998 62,33 +0,81 p.p.
1997 61,52 −2,36 p.p.
1996 63,89 −12,5 p.p.
1995 76,39
1962 44,21

Sull'indicatore

Quota degli alimenti nelle esportazioni di merci: cereali, carne, latticini, pesce, frutta, bevande, oli. A differenza della dipendenza dai combustibili e dai metalli, la specializzazione alimentare non è considerata una vulnerabilità dello stesso tipo: la domanda di cibo cresce con la popolazione e non è soggetta a sostituzione tecnologica. Le quote maggiori non le danno i grandi produttori, ma Paesi piccoli con un'unica coltura da esportazione: caffè, cacao, banane.

Importante: Comprende le bevande e gli oli vegetali, ma non le materie prime agricole come cotone, caucciù e pelli: per queste esiste un indicatore a parte.

Fonte: UNCTADstat (UNCTAD), licenza CC BY 3.0 IGO.