Credito interno al settore privato — tutti i paesi

Credito interno al settore privato — Italia

Credito interno al settore privato in Italia nel 2024 — 60,3%. È il 47º posto al mondo su 143. Dal 2001 l'indicatore è cresciuto del 0,16 p.p..

2024 60,3% −2,82 p.p. vs 2023
Posizione nel mondo 47di 143
Massimo del periodo 93,57%2011
Minimo del periodo 60,14%2001

Andamento per anno

2001–2024 · % del PIL

Credito interno al settore privato — Italia, 2001–2024607080901002001200420072010201320162019202220242001: 60,14%2002: 61,82%2003: 65,11%2004: 67,49%2005: 70,59%2006: 75,42%2007: 81,45%2008: 83,38%2009: 87,19%2010: 92,67%2011: 93,57%2012: 93,27%2013: 90,37%2014: 88,19%2015: 86,92%2016: 84,49%2017: 80,42%2018: 76,45%2019: 73,44%2020: 82,65%2021: 76,01%2022: 69,59%2023: 63,12%2024: 60,3%
Variazione nel periodo: +0,16 p.p. Media annua: 0,01 p.p.

Confronto, 2024

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Italia

Italia 60,3%
Mondo 140,32%
Europa meridionale calcolato 64,15%
Credito interno al settore privato — Italia, per anno Italia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2024 60,3 −2,82 p.p.
2023 63,12 −6,46 p.p.
2022 69,59 −6,42 p.p.
2021 76,01 −6,65 p.p.
2020 82,65 +9,21 p.p.
2019 73,44 −3,01 p.p.
2018 76,45 −3,97 p.p.
2017 80,42 −4,08 p.p.
2016 84,49 −2,42 p.p.
2015 86,92 −1,27 p.p.
2014 88,19 −2,18 p.p.
2013 90,37 −2,9 p.p.
2012 93,27 −0,3 p.p.
2011 93,57 +0,9 p.p.
2010 92,67 +5,48 p.p.
2009 87,19 +3,8 p.p.
2008 83,38 +1,93 p.p.
2007 81,45 +6,03 p.p.
2006 75,42 +4,83 p.p.
2005 70,59 +3,1 p.p.
2004 67,49 +2,38 p.p.
2003 65,11 +3,29 p.p.
2002 61,82 +1,68 p.p.
2001 60,14

Sull'indicatore

Credito interno al settore privato erogato dalle istituzioni finanziarie in percentuale del PIL: prestiti, acquisto di titoli diversi dalle azioni, crediti commerciali e altri crediti da incassare. È un indicatore di sviluppo finanziario, ma anche di rischio potenziale: una crescita troppo rapida rispetto al PIL è uno dei segnali premonitori più affidabili delle crisi bancarie.

Fonte: World Economic Outlook (FMI), licenza Dati aperti del FMI.