Quota degli alimenti nelle importazioni — tutti i paesi

Quota degli alimenti nelle importazioni — Singapore

Quota degli alimenti nelle importazioni a Singapore nel 2024 — 3,65%. È il 130º posto al mondo su 131. Dal 1962 l'indicatore è calato del 18,03 p.p..

2024 3,65% −0,37 p.p. vs 2023
Posizione nel mondo 130di 131
Massimo del periodo 23,81%1964
Minimo del periodo 2,24%2006

Andamento per anno

1962–2024 · % delle importazioni di merci

Quota degli alimenti nelle importazioni — Singapore, 1962–2024010203019621969197619831990199720042011201820241962: 21,69%1964: 23,81%1966: 22,58%1968: 20,64%1970: 16,4%1972: 14,19%1974: 10,35%1976: 10,39%1978: 10,03%1980: 8,48%1982: 7,8%1984: 10,11%1986: 9,46%1989: 6,77%1991: 6,31%1993: 5,88%1995: 4,58%1997: 4,3%1999: 4%2001: 3,65%2003: 3,51%2005: 2,43%2007: 2,53%2009: 2,91%2011: 3,31%2013: 3,33%2015: 3,95%2017: 3,86%2019: 3,7%2021: 3,92%2023: 4,03%2024: 3,65%
Variazione nel periodo: −18,03 p.p. Media annua: -0,29 p.p.

Confronto, 2024

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Singapore

Singapore 3,65%
Mondo 8,89%
Asia sudorientale calcolato 7,72%
Paesi ad alto reddito calcolato 8,94%
Quota degli alimenti nelle importazioni — Singapore, per anno Singapore Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2024 3,65 −0,37 p.p.
2023 4,03 +0,36 p.p.
2022 3,67 −0,25 p.p.
2021 3,92 −0,2 p.p.
2020 4,11 +0,41 p.p.
2019 3,7 +0,07 p.p.
2018 3,62 −0,24 p.p.
2017 3,86 −0,2 p.p.
2016 4,06 +0,11 p.p.
2015 3,95 +0,42 p.p.
2014 3,53 +0,2 p.p.
2013 3,33 +0,08 p.p.
2012 3,25 −0,05 p.p.
2011 3,31 +0,18 p.p.
2010 3,13 +0,22 p.p.
2009 2,91 +0,4 p.p.
2008 2,51 −0,02 p.p.
2007 2,53 +0,29 p.p.
2006 2,24 −0,2 p.p.
2005 2,43 −0,63 p.p.
2004 3,06 −0,45 p.p.
2003 3,51 −0,1 p.p.
2002 3,6 −0,05 p.p.
2001 3,65 +0,41 p.p.
2000 3,24 −0,76 p.p.
1999 4 −0,37 p.p.
1998 4,37 +0,06 p.p.
1997 4,3 −0,1 p.p.
1996 4,41 −0,17 p.p.
1995 4,58 −0,64 p.p.
1994 5,22 −0,65 p.p.
1993 5,88 −0,48 p.p.
1992 6,36 +0,04 p.p.
1991 6,31 +0,25 p.p.
1990 6,06 −0,71 p.p.
1989 6,77
1987 7,98 −1,48 p.p.
1986 9,46 −0,13 p.p.
1985 9,59 −0,51 p.p.
1984 10,11 +2,31 p.p.
1983 7,8 −0 p.p.
1982 7,8 +0,26 p.p.
1981 7,55 −0,93 p.p.
1980 8,48 −1,19 p.p.
1979 9,66 −0,37 p.p.
1978 10,03 −1,47 p.p.
1977 11,5 +1,11 p.p.
1976 10,39 −0,37 p.p.
1975 10,76 +0,41 p.p.
1974 10,35 −2,38 p.p.
1973 12,73 −1,45 p.p.
1972 14,19 −1,34 p.p.
1971 15,53 −0,87 p.p.
1970 16,4 −1,65 p.p.
1969 18,05 −2,59 p.p.
1968 20,64 −1,39 p.p.
1967 22,03 −0,55 p.p.
1966 22,58 −1,16 p.p.
1965 23,73 −0,08 p.p.
1964 23,81 +0,32 p.p.
1963 23,49 +1,8 p.p.
1962 21,69

Asia sudorientale, 2024

Lo stesso indicatore nei paesi vicini — con link alle loro pagine

Sull'indicatore

Quota degli alimenti nelle importazioni di merci. L'indicatore si legge come una misura della dipendenza alimentare, ma con una riserva: la quota è alta sia nei paesi ricchi con poca agricoltura, dove il cibo è semplicemente una voce di consumo importante, sia in quelli più poveri, dove significa vulnerabilità ai prezzi mondiali dei cereali. Per distinguere i due casi aiuta il confronto con l'insicurezza alimentare e con il peso dell'agricoltura nell'economia.

Importante: Un valore alto non è di per sé segnale di un problema: a Singapore e in Giappone la quota è elevata con un approvvigionamento del tutto garantito. Conviene guardarla insieme all'insicurezza alimentare.

Fonte: UNCTADstat (UNCTAD), licenza CC BY 3.0 IGO.