Quota degli alimenti nelle importazioni — tutti i paesi

Quota degli alimenti nelle importazioni — Paesi ad alto reddito

Quota degli alimenti nelle importazioni nei paesi ad alto reddito nel 2024 — 8,94%. Dal 1996 l'indicatore è calato del 0,05 p.p..

2024 8,94% +0,46 p.p. vs 2023
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 8,99%1996
Minimo del periodo 6,54%2006

Andamento per anno

1996–2024 · % delle importazioni di merci

Quota degli alimenti nelle importazioni — Paesi ad alto reddito, 1996–2024678919961999200220052008201120142017202020231996: 8,99%1997: 8,42%1998: 8,44%1999: 8%2000: 6,85%2001: 7,31%2002: 7,59%2003: 7,57%2004: 7,11%2005: 6,86%2006: 6,54%2007: 6,77%2008: 7,1%2009: 8,26%2010: 7,62%2011: 7,69%2012: 7,62%2013: 7,93%2014: 8,07%2015: 8,36%2016: 8,55%2017: 8,41%2018: 8,13%2019: 8,23%2020: 8,95%2021: 8,18%2022: 7,9%2023: 8,48%2024: 8,94%
Variazione nel periodo: −0,05 p.p. Media annua: 0 p.p.

Confronto, 2024

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Paesi ad alto reddito

Paesi ad alto reddito 8,94%
Mondo 8,89%
Quota degli alimenti nelle importazioni — Paesi ad alto reddito, per anno Paesi ad alto reddito Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2024 8,94 +0,46 p.p.
2023 8,48 +0,58 p.p.
2022 7,9 −0,28 p.p.
2021 8,18 −0,77 p.p.
2020 8,95 +0,72 p.p.
2019 8,23 +0,1 p.p.
2018 8,13 −0,28 p.p.
2017 8,41 −0,14 p.p.
2016 8,55 +0,19 p.p.
2015 8,36 +0,29 p.p.
2014 8,07 +0,14 p.p.
2013 7,93 +0,31 p.p.
2012 7,62 −0,06 p.p.
2011 7,69 +0,07 p.p.
2010 7,62 −0,64 p.p.
2009 8,26 +1,16 p.p.
2008 7,1 +0,34 p.p.
2007 6,77 +0,23 p.p.
2006 6,54 −0,32 p.p.
2005 6,86 −0,25 p.p.
2004 7,11 −0,46 p.p.
2003 7,57 −0,01 p.p.
2002 7,59 +0,28 p.p.
2001 7,31 +0,46 p.p.
2000 6,85 −1,15 p.p.
1999 8 −0,44 p.p.
1998 8,44 +0,02 p.p.
1997 8,42 −0,57 p.p.
1996 8,99

Sull'indicatore

Quota degli alimenti nelle importazioni di merci. L'indicatore si legge come una misura della dipendenza alimentare, ma con una riserva: la quota è alta sia nei paesi ricchi con poca agricoltura, dove il cibo è semplicemente una voce di consumo importante, sia in quelli più poveri, dove significa vulnerabilità ai prezzi mondiali dei cereali. Per distinguere i due casi aiuta il confronto con l'insicurezza alimentare e con il peso dell'agricoltura nell'economia.

Importante: Un valore alto non è di per sé segnale di un problema: a Singapore e in Giappone la quota è elevata con un approvvigionamento del tutto garantito. Conviene guardarla insieme all'insicurezza alimentare.

Fonte: UNCTADstat (UNCTAD), licenza CC BY 3.0 IGO.