Quota degli alimenti nelle importazioni — tutti i paesi

Quota degli alimenti nelle importazioni — Lussemburgo

Quota degli alimenti nelle importazioni in Lussemburgo nel 2024 — 14,77%. È il 52º posto al mondo su 131. Dal 1999 l'indicatore è cresciuto del 4,05 p.p..

2024 14,77% +1,16 p.p. vs 2023
Posizione nel mondo 52di 131
Massimo del periodo 14,77%2024
Minimo del periodo 9,3%2001

Andamento per anno

1999–2024 · % delle importazioni di merci

Quota degli alimenti nelle importazioni — Lussemburgo, 1999–20248101214161999200220052008201120142017202020231999: 10,72%2000: 9,8%2001: 9,3%2002: 10,42%2003: 11,18%2004: 10,55%2005: 10,22%2006: 9,38%2007: 9,45%2008: 9,43%2009: 11,92%2010: 11,16%2011: 9,68%2012: 10,03%2013: 10,96%2014: 11,77%2015: 12,26%2016: 12,36%2017: 11,96%2018: 12,41%2019: 12,13%2020: 13,71%2021: 12,09%2022: 11,94%2023: 13,61%2024: 14,77%
Variazione nel periodo: +4,05 p.p. Media annua: 0,16 p.p.

Confronto, 2024

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Lussemburgo

Lussemburgo 14,77%
Mondo 8,89%
Europa occidentale calcolato 10,22%
Paesi ad alto reddito calcolato 8,94%
Quota degli alimenti nelle importazioni — Lussemburgo, per anno Lussemburgo Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2024 14,77 +1,16 p.p.
2023 13,61 +1,67 p.p.
2022 11,94 −0,15 p.p.
2021 12,09 −1,62 p.p.
2020 13,71 +1,58 p.p.
2019 12,13 −0,27 p.p.
2018 12,41 +0,44 p.p.
2017 11,96 −0,4 p.p.
2016 12,36 +0,1 p.p.
2015 12,26 +0,49 p.p.
2014 11,77 +0,81 p.p.
2013 10,96 +0,92 p.p.
2012 10,03 +0,35 p.p.
2011 9,68 −1,48 p.p.
2010 11,16 −0,76 p.p.
2009 11,92 +2,49 p.p.
2008 9,43 −0,02 p.p.
2007 9,45 +0,07 p.p.
2006 9,38 −0,84 p.p.
2005 10,22 −0,33 p.p.
2004 10,55 −0,63 p.p.
2003 11,18 +0,76 p.p.
2002 10,42 +1,13 p.p.
2001 9,3 −0,5 p.p.
2000 9,8 −0,92 p.p.
1999 10,72

Europa occidentale, 2024

Lo stesso indicatore nei paesi vicini — con link alle loro pagine

Sull'indicatore

Quota degli alimenti nelle importazioni di merci. L'indicatore si legge come una misura della dipendenza alimentare, ma con una riserva: la quota è alta sia nei paesi ricchi con poca agricoltura, dove il cibo è semplicemente una voce di consumo importante, sia in quelli più poveri, dove significa vulnerabilità ai prezzi mondiali dei cereali. Per distinguere i due casi aiuta il confronto con l'insicurezza alimentare e con il peso dell'agricoltura nell'economia.

Importante: Un valore alto non è di per sé segnale di un problema: a Singapore e in Giappone la quota è elevata con un approvvigionamento del tutto garantito. Conviene guardarla insieme all'insicurezza alimentare.

Fonte: UNCTADstat (UNCTAD), licenza CC BY 3.0 IGO.