Quota degli alimenti nelle importazioni — tutti i paesi

Quota degli alimenti nelle importazioni — Groenlandia

Quota degli alimenti nelle importazioni in Groenlandia nel 2018 — 19,84%. È il 41º posto al mondo su 174. Dal 1976 l'indicatore è calato del 6,81 p.p..

2018 19,84% −0,97 p.p. vs 2017
Posizione nel mondo 41di 174
Massimo del periodo 26,66%1976
Minimo del periodo 14,2%1995

Andamento per anno

1976–2018 · % delle importazioni di merci

Quota degli alimenti nelle importazioni — Groenlandia, 1976–201810152025301976198119861991199620012006201120161976: 26,66%1977: 24,92%1978: 25,87%1979: 20,5%1980: 17,86%1981: 17,33%1982: 19,32%1983: 21,61%1984: 20,02%1985: 18,09%1986: 20,3%1987: 20,19%1988: 17,35%1989: 18,45%1990: 16,64%1991: 19,53%1992: 19,32%1993: 16,56%1994: 15,54%1995: 14,2%1996: 15,17%1997: 15,61%1998: 17,79%1999: 17,59%2000: 15,22%2001: 15,96%2002: 17,27%2003: 19,29%2004: 20,82%2005: 17,98%2006: 18,44%2007: 19,36%2008: 18,23%2009: 22,19%2010: 19,02%2011: 18,16%2012: 19,33%2013: 17,96%2014: 19,82%2015: 22,15%2016: 20,46%2017: 20,81%2018: 19,84%
Variazione nel periodo: −6,81 p.p. Media annua: -0,16 p.p.

Confronto, 2018

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Groenlandia

Groenlandia 19,84%
Mondo 8,11%
Europa settentrionale calcolato 10,09%
Paesi ad alto reddito calcolato 8,13%
Quota degli alimenti nelle importazioni — Groenlandia, per anno Groenlandia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2018 19,84 −0,97 p.p.
2017 20,81 +0,35 p.p.
2016 20,46 −1,68 p.p.
2015 22,15 +2,32 p.p.
2014 19,82 +1,86 p.p.
2013 17,96 −1,37 p.p.
2012 19,33 +1,18 p.p.
2011 18,16 −0,87 p.p.
2010 19,02 −3,16 p.p.
2009 22,19 +3,96 p.p.
2008 18,23 −1,13 p.p.
2007 19,36 +0,92 p.p.
2006 18,44 +0,46 p.p.
2005 17,98 −2,83 p.p.
2004 20,82 +1,53 p.p.
2003 19,29 +2,02 p.p.
2002 17,27 +1,31 p.p.
2001 15,96 +0,74 p.p.
2000 15,22 −2,37 p.p.
1999 17,59 −0,2 p.p.
1998 17,79 +2,18 p.p.
1997 15,61 +0,44 p.p.
1996 15,17 +0,97 p.p.
1995 14,2 −1,34 p.p.
1994 15,54 −1,02 p.p.
1993 16,56 −2,75 p.p.
1992 19,32 −0,21 p.p.
1991 19,53 +2,89 p.p.
1990 16,64 −1,81 p.p.
1989 18,45 +1,09 p.p.
1988 17,35 −2,83 p.p.
1987 20,19 −0,11 p.p.
1986 20,3 +2,21 p.p.
1985 18,09 −1,93 p.p.
1984 20,02 −1,59 p.p.
1983 21,61 +2,29 p.p.
1982 19,32 +1,99 p.p.
1981 17,33 −0,54 p.p.
1980 17,86 −2,63 p.p.
1979 20,5 −5,37 p.p.
1978 25,87 +0,95 p.p.
1977 24,92 −1,73 p.p.
1976 26,66

Sull'indicatore

Quota degli alimenti nelle importazioni di merci. L'indicatore si legge come una misura della dipendenza alimentare, ma con una riserva: la quota è alta sia nei paesi ricchi con poca agricoltura, dove il cibo è semplicemente una voce di consumo importante, sia in quelli più poveri, dove significa vulnerabilità ai prezzi mondiali dei cereali. Per distinguere i due casi aiuta il confronto con l'insicurezza alimentare e con il peso dell'agricoltura nell'economia.

Importante: Un valore alto non è di per sé segnale di un problema: a Singapore e in Giappone la quota è elevata con un approvvigionamento del tutto garantito. Conviene guardarla insieme all'insicurezza alimentare.

Fonte: UNCTADstat (UNCTAD), licenza CC BY 3.0 IGO.