Quota degli alimenti nelle importazioni — tutti i paesi

Quota degli alimenti nelle importazioni — Lituania

Quota degli alimenti nelle importazioni in Lituania nel 2025 — 13,07%. È il 6º posto al mondo su 24. Dal 1992 l'indicatore è cresciuto del 1,41 p.p..

2025 13,07% +0,39 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 6di 24
Massimo del periodo 14,09%2009
Minimo del periodo 7,92%2002

Andamento per anno

1992–2025 · % delle importazioni di merci

Quota degli alimenti nelle importazioni — Lituania, 1992–202568101214161992199620002004200820122016202020241992: 11,66%1994: 9,73%1995: 13,1%1996: 12,79%1997: 10,75%1998: 10,58%1999: 10,77%2000: 9,69%2001: 9,24%2002: 7,92%2003: 8,04%2004: 8,14%2005: 8,03%2006: 8,8%2007: 9,43%2008: 10,63%2009: 14,09%2010: 12,45%2011: 11,53%2012: 12,33%2013: 13,36%2014: 13,02%2015: 12,98%2016: 12,87%2017: 12,39%2018: 11,7%2019: 12,21%2020: 13,5%2021: 11,31%2022: 10,7%2023: 12,69%2024: 12,68%2025: 13,07%
Variazione nel periodo: +1,41 p.p. Media annua: 0,04 p.p.
Quota degli alimenti nelle importazioni — Lituania, per anno Lituania Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 13,07 +0,39 p.p.
2024 12,68 −0,01 p.p.
2023 12,69 +1,99 p.p.
2022 10,7 −0,61 p.p.
2021 11,31 −2,19 p.p.
2020 13,5 +1,29 p.p.
2019 12,21 +0,51 p.p.
2018 11,7 −0,7 p.p.
2017 12,39 −0,47 p.p.
2016 12,87 −0,11 p.p.
2015 12,98 −0,04 p.p.
2014 13,02 −0,35 p.p.
2013 13,36 +1,03 p.p.
2012 12,33 +0,8 p.p.
2011 11,53 −0,92 p.p.
2010 12,45 −1,64 p.p.
2009 14,09 +3,45 p.p.
2008 10,63 +1,21 p.p.
2007 9,43 +0,63 p.p.
2006 8,8 +0,77 p.p.
2005 8,03 −0,11 p.p.
2004 8,14 +0,1 p.p.
2003 8,04 +0,13 p.p.
2002 7,92 −1,32 p.p.
2001 9,24 −0,45 p.p.
2000 9,69 −1,09 p.p.
1999 10,77 +0,19 p.p.
1998 10,58 −0,17 p.p.
1997 10,75 −2,04 p.p.
1996 12,79 −0,31 p.p.
1995 13,1 +3,37 p.p.
1994 9,73
1992 11,66

Europa settentrionale, 2025

Lo stesso indicatore nei paesi vicini — con link alle loro pagine

Sull'indicatore

Quota degli alimenti nelle importazioni di merci. L'indicatore si legge come una misura della dipendenza alimentare, ma con una riserva: la quota è alta sia nei paesi ricchi con poca agricoltura, dove il cibo è semplicemente una voce di consumo importante, sia in quelli più poveri, dove significa vulnerabilità ai prezzi mondiali dei cereali. Per distinguere i due casi aiuta il confronto con l'insicurezza alimentare e con il peso dell'agricoltura nell'economia.

Importante: Un valore alto non è di per sé segnale di un problema: a Singapore e in Giappone la quota è elevata con un approvvigionamento del tutto garantito. Conviene guardarla insieme all'insicurezza alimentare.

Fonte: UNCTADstat (UNCTAD), licenza CC BY 3.0 IGO.