Quota degli alimenti nelle importazioni — tutti i paesi

Quota degli alimenti nelle importazioni — Cechia

Quota degli alimenti nelle importazioni in Cechia nel 2024 — 6,75%. È il 120º posto al mondo su 131. Dal 1993 l'indicatore è calato del 1,12 p.p..

2024 6,75% +0,4 p.p. vs 2023
Posizione nel mondo 120di 131
Massimo del periodo 8,71%1994
Minimo del periodo 4,23%2002

Andamento per anno

1993–2024 · % delle importazioni di merci

Quota degli alimenti nelle importazioni — Cechia, 1993–2024468101993199720012005200920132017202120241993: 7,87%1994: 8,71%1995: 6,71%1996: 7%1997: 6,58%1998: 5,99%1999: 5,72%2000: 4,92%2001: 4,69%2002: 4,23%2003: 4,8%2004: 4,99%2005: 5,28%2006: 5,06%2007: 5,18%2008: 5,08%2009: 6,31%2010: 5,37%2011: 5,57%2012: 6,03%2013: 6,33%2014: 5,98%2015: 6,08%2016: 6,17%2017: 5,77%2018: 5,42%2019: 5,69%2020: 6,01%2021: 5,56%2022: 5,53%2023: 6,35%2024: 6,75%
Variazione nel periodo: −1,12 p.p. Media annua: -0,04 p.p.

Confronto, 2024

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Cechia

Cechia 6,75%
Mondo 8,89%
Europa orientale calcolato 8,89%
Paesi ad alto reddito calcolato 8,94%
Quota degli alimenti nelle importazioni — Cechia, per anno Cechia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2024 6,75 +0,4 p.p.
2023 6,35 +0,82 p.p.
2022 5,53 −0,04 p.p.
2021 5,56 −0,45 p.p.
2020 6,01 +0,32 p.p.
2019 5,69 +0,27 p.p.
2018 5,42 −0,36 p.p.
2017 5,77 −0,4 p.p.
2016 6,17 +0,09 p.p.
2015 6,08 +0,1 p.p.
2014 5,98 −0,34 p.p.
2013 6,33 +0,29 p.p.
2012 6,03 +0,46 p.p.
2011 5,57 +0,2 p.p.
2010 5,37 −0,94 p.p.
2009 6,31 +1,23 p.p.
2008 5,08 −0,1 p.p.
2007 5,18 +0,12 p.p.
2006 5,06 −0,22 p.p.
2005 5,28 +0,29 p.p.
2004 4,99 +0,19 p.p.
2003 4,8 +0,57 p.p.
2002 4,23 −0,46 p.p.
2001 4,69 −0,22 p.p.
2000 4,92 −0,8 p.p.
1999 5,72 −0,27 p.p.
1998 5,99 −0,59 p.p.
1997 6,58 −0,42 p.p.
1996 7 +0,29 p.p.
1995 6,71 −1,99 p.p.
1994 8,71 +0,84 p.p.
1993 7,87

Europa orientale, 2024

Lo stesso indicatore nei paesi vicini — con link alle loro pagine

Sull'indicatore

Quota degli alimenti nelle importazioni di merci. L'indicatore si legge come una misura della dipendenza alimentare, ma con una riserva: la quota è alta sia nei paesi ricchi con poca agricoltura, dove il cibo è semplicemente una voce di consumo importante, sia in quelli più poveri, dove significa vulnerabilità ai prezzi mondiali dei cereali. Per distinguere i due casi aiuta il confronto con l'insicurezza alimentare e con il peso dell'agricoltura nell'economia.

Importante: Un valore alto non è di per sé segnale di un problema: a Singapore e in Giappone la quota è elevata con un approvvigionamento del tutto garantito. Conviene guardarla insieme all'insicurezza alimentare.

Fonte: UNCTADstat (UNCTAD), licenza CC BY 3.0 IGO.