Quota degli alimenti nelle importazioni — tutti i paesi

Quota degli alimenti nelle importazioni — Ucraina

Quota degli alimenti nelle importazioni in Ucraina nel 2024 — 10,49%. È il 94º posto al mondo su 131. Dal 1996 l'indicatore è cresciuto del 2,62 p.p..

2024 10,49% −0,13 p.p. vs 2023
Posizione nel mondo 94di 131
Massimo del periodo 11,79%2020
Minimo del periodo 5,06%1997

Andamento per anno

1996–2024 · % delle importazioni di merci

Quota degli alimenti nelle importazioni — Ucraina, 1996–2024468101219961999200220052008201120142017202020231996: 7,87%1997: 5,06%1998: 6,97%1999: 7,42%2000: 6,32%2001: 6,88%2002: 6,38%2003: 9,26%2004: 6,4%2005: 7,19%2006: 6,77%2007: 6,54%2008: 7,3%2009: 10,52%2010: 9,2%2011: 7,4%2012: 8,53%2013: 10,28%2014: 10,76%2015: 9%2016: 9,62%2017: 8,41%2018: 8,57%2019: 9,17%2020: 11,79%2021: 10,56%2022: 10,48%2023: 10,62%2024: 10,49%
Variazione nel periodo: +2,62 p.p. Media annua: 0,09 p.p.

Confronto, 2024

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Ucraina

Ucraina 10,49%
Mondo 8,89%
Europa orientale calcolato 8,89%
Quota degli alimenti nelle importazioni — Ucraina, per anno Ucraina Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2024 10,49 −0,13 p.p.
2023 10,62 +0,14 p.p.
2022 10,48 −0,08 p.p.
2021 10,56 −1,22 p.p.
2020 11,79 +2,62 p.p.
2019 9,17 +0,6 p.p.
2018 8,57 +0,16 p.p.
2017 8,41 −1,2 p.p.
2016 9,62 +0,61 p.p.
2015 9 −1,76 p.p.
2014 10,76 +0,48 p.p.
2013 10,28 +1,74 p.p.
2012 8,53 +1,14 p.p.
2011 7,4 −1,8 p.p.
2010 9,2 −1,32 p.p.
2009 10,52 +3,23 p.p.
2008 7,3 +0,75 p.p.
2007 6,54 −0,23 p.p.
2006 6,77 −0,42 p.p.
2005 7,19 +0,79 p.p.
2004 6,4 −2,86 p.p.
2003 9,26 +2,88 p.p.
2002 6,38 −0,5 p.p.
2001 6,88 +0,56 p.p.
2000 6,32 −1,1 p.p.
1999 7,42 +0,45 p.p.
1998 6,97 +1,91 p.p.
1997 5,06 −2,8 p.p.
1996 7,87

Europa orientale, 2024

Lo stesso indicatore nei paesi vicini — con link alle loro pagine

Sull'indicatore

Quota degli alimenti nelle importazioni di merci. L'indicatore si legge come una misura della dipendenza alimentare, ma con una riserva: la quota è alta sia nei paesi ricchi con poca agricoltura, dove il cibo è semplicemente una voce di consumo importante, sia in quelli più poveri, dove significa vulnerabilità ai prezzi mondiali dei cereali. Per distinguere i due casi aiuta il confronto con l'insicurezza alimentare e con il peso dell'agricoltura nell'economia.

Importante: Un valore alto non è di per sé segnale di un problema: a Singapore e in Giappone la quota è elevata con un approvvigionamento del tutto garantito. Conviene guardarla insieme all'insicurezza alimentare.

Fonte: UNCTADstat (UNCTAD), licenza CC BY 3.0 IGO.