Quota degli alimenti nelle importazioni — tutti i paesi

Quota degli alimenti nelle importazioni — Europa orientale

Quota degli alimenti nelle importazioni in Europa orientale nel 2024 — 8,89%. Dal 1994 l'indicatore è calato del 0 p.p..

2024 8,89% +0,45 p.p. vs 2023
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 11,42%1996
Minimo del periodo 7,51%2007

Andamento per anno

1994–2024 · % delle importazioni di merci

Quota degli alimenti nelle importazioni — Europa orientale, 1994–2024789101112199419972000200320062009201220152018202120241994: 8,89%1995: 7,88%1996: 11,42%1997: 10,97%1998: 11,32%1999: 8,82%2000: 8,66%2001: 9,06%2002: 8,97%2003: 8,67%2004: 7,91%2005: 8,29%2006: 7,73%2007: 7,51%2008: 7,76%2009: 9,81%2010: 8,97%2011: 8,43%2012: 8,87%2013: 9,42%2014: 9,24%2015: 9,04%2016: 8,84%2017: 8,48%2018: 8,3%2019: 8,6%2020: 9,29%2021: 8,42%2022: 7,72%2023: 8,43%2024: 8,89%
Variazione nel periodo: −0 p.p. Media annua: 0 p.p.

Confronto, 2024

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Europa orientale

Europa orientale 8,89%
Mondo 8,89%
Quota degli alimenti nelle importazioni — Europa orientale, per anno Europa orientale Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2024 8,89 +0,45 p.p.
2023 8,43 +0,72 p.p.
2022 7,72 −0,7 p.p.
2021 8,42 −0,87 p.p.
2020 9,29 +0,68 p.p.
2019 8,6 +0,3 p.p.
2018 8,3 −0,18 p.p.
2017 8,48 −0,36 p.p.
2016 8,84 −0,2 p.p.
2015 9,04 −0,2 p.p.
2014 9,24 −0,18 p.p.
2013 9,42 +0,55 p.p.
2012 8,87 +0,44 p.p.
2011 8,43 −0,54 p.p.
2010 8,97 −0,84 p.p.
2009 9,81 +2,05 p.p.
2008 7,76 +0,25 p.p.
2007 7,51 −0,21 p.p.
2006 7,73 −0,56 p.p.
2005 8,29 +0,37 p.p.
2004 7,91 −0,76 p.p.
2003 8,67 −0,3 p.p.
2002 8,97 −0,1 p.p.
2001 9,06 +0,4 p.p.
2000 8,66 −0,15 p.p.
1999 8,82 −2,5 p.p.
1998 11,32 +0,35 p.p.
1997 10,97 −0,45 p.p.
1996 11,42 +3,54 p.p.
1995 7,88 −1 p.p.
1994 8,89

Sull'indicatore

Quota degli alimenti nelle importazioni di merci. L'indicatore si legge come una misura della dipendenza alimentare, ma con una riserva: la quota è alta sia nei paesi ricchi con poca agricoltura, dove il cibo è semplicemente una voce di consumo importante, sia in quelli più poveri, dove significa vulnerabilità ai prezzi mondiali dei cereali. Per distinguere i due casi aiuta il confronto con l'insicurezza alimentare e con il peso dell'agricoltura nell'economia.

Importante: Un valore alto non è di per sé segnale di un problema: a Singapore e in Giappone la quota è elevata con un approvvigionamento del tutto garantito. Conviene guardarla insieme all'insicurezza alimentare.

Fonte: UNCTADstat (UNCTAD), licenza CC BY 3.0 IGO.