Quota degli alimenti nelle esportazioni — tutti i paesi

Quota degli alimenti nelle esportazioni — Europa orientale

Quota degli alimenti nelle esportazioni in Europa orientale nel 2024 — 12,22%. Dal 1994 l'indicatore è cresciuto del 1,08 p.p..

2024 12,22% +0,14 p.p. vs 2023
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 12,22%2024
Minimo del periodo 4,27%2000

Andamento per anno

1994–2024 · % delle esportazioni di merci

Quota degli alimenti nelle esportazioni — Europa orientale, 1994–2024051015199419972000200320062009201220152018202120241994: 11,14%1995: 10,77%1996: 7,41%1997: 6,45%1998: 6,1%1999: 5,18%2000: 4,27%2001: 4,72%2002: 5%2003: 4,87%2004: 4,62%2005: 4,89%2006: 4,59%2007: 5,16%2008: 5,33%2009: 7,08%2010: 6,14%2011: 6,23%2012: 7,39%2013: 7,79%2014: 8,06%2015: 8,83%2016: 9,46%2017: 9,31%2018: 8,84%2019: 9,51%2020: 11,09%2021: 10,19%2022: 11,76%2023: 12,08%2024: 12,22%
Variazione nel periodo: +1,08 p.p. Media annua: 0,04 p.p.

Confronto, 2024

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Europa orientale

Europa orientale 12,22%
Mondo 9,14%
Quota degli alimenti nelle esportazioni — Europa orientale, per anno Europa orientale Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2024 12,22 +0,14 p.p.
2023 12,08 +0,32 p.p.
2022 11,76 +1,57 p.p.
2021 10,19 −0,91 p.p.
2020 11,09 +1,58 p.p.
2019 9,51 +0,68 p.p.
2018 8,84 −0,48 p.p.
2017 9,31 −0,15 p.p.
2016 9,46 +0,63 p.p.
2015 8,83 +0,76 p.p.
2014 8,06 +0,27 p.p.
2013 7,79 +0,4 p.p.
2012 7,39 +1,16 p.p.
2011 6,23 +0,09 p.p.
2010 6,14 −0,94 p.p.
2009 7,08 +1,75 p.p.
2008 5,33 +0,18 p.p.
2007 5,16 +0,57 p.p.
2006 4,59 −0,31 p.p.
2005 4,89 +0,28 p.p.
2004 4,62 −0,26 p.p.
2003 4,87 −0,13 p.p.
2002 5 +0,28 p.p.
2001 4,72 +0,45 p.p.
2000 4,27 −0,92 p.p.
1999 5,18 −0,91 p.p.
1998 6,1 −0,35 p.p.
1997 6,45 −0,96 p.p.
1996 7,41 −3,37 p.p.
1995 10,77 −0,37 p.p.
1994 11,14

Sull'indicatore

Quota degli alimenti nelle esportazioni di merci: cereali, carne, latticini, pesce, frutta, bevande, oli. A differenza della dipendenza dai combustibili e dai metalli, la specializzazione alimentare non è considerata una vulnerabilità dello stesso tipo: la domanda di cibo cresce con la popolazione e non è soggetta a sostituzione tecnologica. Le quote maggiori non le danno i grandi produttori, ma Paesi piccoli con un'unica coltura da esportazione: caffè, cacao, banane.

Importante: Comprende le bevande e gli oli vegetali, ma non le materie prime agricole come cotone, caucciù e pelli: per queste esiste un indicatore a parte.

Fonte: UNCTADstat (UNCTAD), licenza CC BY 3.0 IGO.