Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Unione europea

Disoccupazione maschile nell'Unione europea nel 2025 — 5,68%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 1,47 p.p..

2025 5,68% −0,05 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 11,24%2013
Minimo del periodo 5,68%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Unione europea, 1991–2025468101219911995199920032007201120152019202320251991: 7,14%1992: 7,76%1993: 9,5%1994: 10,17%1995: 9,62%1996: 9,72%1997: 9,55%1998: 9,1%1999: 8,92%2000: 8,41%2001: 8,15%2002: 8,66%2003: 8,91%2004: 9,12%2005: 8,8%2006: 7,87%2007: 6,79%2008: 6,65%2009: 9,07%2010: 9,74%2011: 9,73%2012: 10,72%2013: 11,24%2014: 10,66%2015: 9,88%2016: 8,89%2017: 7,88%2018: 6,98%2019: 6,4%2020: 6,8%2021: 6,75%2022: 5,86%2023: 5,75%2024: 5,73%2025: 5,68%
Variazione nel periodo: −1,47 p.p. Media annua: -0,04 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Unione europea

Unione europea 5,68%
Mondo 4,69%
Disoccupazione maschile — Unione europea, per anno Unione europea Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 5,68 −0,05 p.p.
2024 5,73 −0,03 p.p.
2023 5,75 −0,1 p.p.
2022 5,86 −0,9 p.p.
2021 6,75 −0,04 p.p.
2020 6,8 +0,4 p.p.
2019 6,4 −0,58 p.p.
2018 6,98 −0,9 p.p.
2017 7,88 −1,01 p.p.
2016 8,89 −1 p.p.
2015 9,88 −0,77 p.p.
2014 10,66 −0,58 p.p.
2013 11,24 +0,52 p.p.
2012 10,72 +0,99 p.p.
2011 9,73 −0,01 p.p.
2010 9,74 +0,67 p.p.
2009 9,07 +2,42 p.p.
2008 6,65 −0,14 p.p.
2007 6,79 −1,08 p.p.
2006 7,87 −0,93 p.p.
2005 8,8 −0,32 p.p.
2004 9,12 +0,21 p.p.
2003 8,91 +0,26 p.p.
2002 8,66 +0,5 p.p.
2001 8,15 −0,26 p.p.
2000 8,41 −0,51 p.p.
1999 8,92 −0,18 p.p.
1998 9,1 −0,45 p.p.
1997 9,55 −0,18 p.p.
1996 9,72 +0,11 p.p.
1995 9,62 −0,55 p.p.
1994 10,17 +0,67 p.p.
1993 9,5 +1,74 p.p.
1992 7,76 +0,61 p.p.
1991 7,14

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.