Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — UEE

Disoccupazione maschile nei paesi dell'UEE nel 2025 — 2,58%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 1,78 p.p..

2025 2,58% −0,23 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 13,11%1998
Minimo del periodo 2,58%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — UEE, 1991–202505101519911995199920032007201120152019202320251991: 4,37%1992: 4,58%1993: 5,57%1994: 8,3%1995: 10,01%1996: 10,9%1997: 12,17%1998: 13,11%1999: 12,8%2000: 10,76%2001: 9,37%2002: 8,24%2003: 8,43%2004: 8%2005: 7,37%2006: 7,39%2007: 6,44%2008: 6,5%2009: 8,53%2010: 7,65%2011: 6,87%2012: 5,87%2013: 5,87%2014: 5,65%2015: 5,93%2016: 5,88%2017: 5,56%2018: 5,11%2019: 4,85%2020: 5,69%2021: 4,88%2022: 4%2023: 3,3%2024: 2,81%2025: 2,58%
Variazione nel periodo: −1,78 p.p. Media annua: -0,05 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: UEE

UEE 2,58%
Mondo 4,69%
Disoccupazione maschile — UEE, per anno UEE Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 2,58 −0,23 p.p.
2024 2,81 −0,49 p.p.
2023 3,3 −0,69 p.p.
2022 4 −0,88 p.p.
2021 4,88 −0,81 p.p.
2020 5,69 +0,84 p.p.
2019 4,85 −0,26 p.p.
2018 5,11 −0,45 p.p.
2017 5,56 −0,33 p.p.
2016 5,88 −0,05 p.p.
2015 5,93 +0,28 p.p.
2014 5,65 −0,22 p.p.
2013 5,87 +0 p.p.
2012 5,87 −1 p.p.
2011 6,87 −0,78 p.p.
2010 7,65 −0,88 p.p.
2009 8,53 +2,03 p.p.
2008 6,5 +0,06 p.p.
2007 6,44 −0,94 p.p.
2006 7,39 +0,02 p.p.
2005 7,37 −0,63 p.p.
2004 8 −0,43 p.p.
2003 8,43 +0,19 p.p.
2002 8,24 −1,14 p.p.
2001 9,37 −1,39 p.p.
2000 10,76 −2,04 p.p.
1999 12,8 −0,31 p.p.
1998 13,11 +0,94 p.p.
1997 12,17 +1,27 p.p.
1996 10,9 +0,89 p.p.
1995 10,01 +1,71 p.p.
1994 8,3 +2,73 p.p.
1993 5,57 +0,99 p.p.
1992 4,58 +0,21 p.p.
1991 4,37

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.