Quota degli alimenti nelle importazioni — tutti i paesi

Quota degli alimenti nelle importazioni — Namibia

Quota degli alimenti nelle importazioni in Namibia nel 2024 — 13,22%. È il 63º posto al mondo su 131. Dal 2000 l'indicatore è calato del 3,68 p.p..

2024 13,22% −0,3 p.p. vs 2023
Posizione nel mondo 63di 131
Massimo del periodo 18,6%2004
Minimo del periodo 11,28%2018

Andamento per anno

2000–2024 · % delle importazioni di merci

Quota degli alimenti nelle importazioni — Namibia, 2000–20241012141618202000200320062009201220152018202120242000: 16,9%2001: 13,12%2002: 12,57%2003: 15,01%2004: 18,6%2005: 17,91%2006: 16,21%2007: 15,4%2008: 13,98%2009: 14,82%2010: 14,91%2011: 14,09%2012: 13,02%2013: 13,07%2014: 11,43%2015: 12,32%2016: 12,76%2017: 13,51%2018: 11,28%2019: 15,42%2020: 16,31%2021: 15,21%2022: 13,65%2023: 13,51%2024: 13,22%
Variazione nel periodo: −3,68 p.p. Media annua: -0,15 p.p.

Confronto, 2024

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Namibia

Namibia 13,22%
Mondo 8,89%
Africa australe calcolato 7,79%
Paesi a reddito medio-alto calcolato 8,25%
Quota degli alimenti nelle importazioni — Namibia, per anno Namibia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2024 13,22 −0,3 p.p.
2023 13,51 −0,14 p.p.
2022 13,65 −1,56 p.p.
2021 15,21 −1,1 p.p.
2020 16,31 +0,9 p.p.
2019 15,42 +4,14 p.p.
2018 11,28 −2,23 p.p.
2017 13,51 +0,76 p.p.
2016 12,76 +0,44 p.p.
2015 12,32 +0,89 p.p.
2014 11,43 −1,63 p.p.
2013 13,07 +0,05 p.p.
2012 13,02 −1,07 p.p.
2011 14,09 −0,82 p.p.
2010 14,91 +0,09 p.p.
2009 14,82 +0,84 p.p.
2008 13,98 −1,41 p.p.
2007 15,4 −0,82 p.p.
2006 16,21 −1,69 p.p.
2005 17,91 −0,69 p.p.
2004 18,6 +3,59 p.p.
2003 15,01 +2,44 p.p.
2002 12,57 −0,56 p.p.
2001 13,12 −3,78 p.p.
2000 16,9

Africa australe, 2024

Lo stesso indicatore nei paesi vicini — con link alle loro pagine

Sull'indicatore

Quota degli alimenti nelle importazioni di merci. L'indicatore si legge come una misura della dipendenza alimentare, ma con una riserva: la quota è alta sia nei paesi ricchi con poca agricoltura, dove il cibo è semplicemente una voce di consumo importante, sia in quelli più poveri, dove significa vulnerabilità ai prezzi mondiali dei cereali. Per distinguere i due casi aiuta il confronto con l'insicurezza alimentare e con il peso dell'agricoltura nell'economia.

Importante: Un valore alto non è di per sé segnale di un problema: a Singapore e in Giappone la quota è elevata con un approvvigionamento del tutto garantito. Conviene guardarla insieme all'insicurezza alimentare.

Fonte: UNCTADstat (UNCTAD), licenza CC BY 3.0 IGO.