Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Australia e Nuova Zelanda

Disoccupazione maschile in Australia e Nuova Zelanda nel 2025 — 4,26%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 5,86 p.p..

2025 4,26% +0,13 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 11,33%1993
Minimo del periodo 3,66%2022

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Australia e Nuova Zelanda, 1991–202505101519911995199920032007201120152019202320251991: 10,12%1992: 11,32%1993: 11,33%1994: 9,78%1995: 8,36%1996: 8,3%1997: 8,29%1998: 7,92%1999: 7,08%2000: 6,42%2001: 6,73%2002: 6,29%2003: 5,64%2004: 4,99%2005: 4,65%2006: 4,48%2007: 3,93%2008: 3,98%2009: 5,76%2010: 5,27%2011: 5,12%2012: 5,36%2013: 5,64%2014: 5,8%2015: 5,86%2016: 5,51%2017: 5,31%2018: 5,11%2019: 4,95%2020: 6,06%2021: 4,9%2022: 3,66%2023: 3,71%2024: 4,13%2025: 4,26%
Variazione nel periodo: −5,86 p.p. Media annua: -0,17 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Australia e Nuova Zelanda

Australia e Nuova Zelanda 4,26%
Mondo 4,69%
Disoccupazione maschile — Australia e Nuova Zelanda, per anno Australia e Nuova Zelanda Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 4,26 +0,13 p.p.
2024 4,13 +0,42 p.p.
2023 3,71 +0,05 p.p.
2022 3,66 −1,24 p.p.
2021 4,9 −1,15 p.p.
2020 6,06 +1,11 p.p.
2019 4,95 −0,16 p.p.
2018 5,11 −0,2 p.p.
2017 5,31 −0,2 p.p.
2016 5,51 −0,35 p.p.
2015 5,86 +0,06 p.p.
2014 5,8 +0,16 p.p.
2013 5,64 +0,28 p.p.
2012 5,36 +0,24 p.p.
2011 5,12 −0,15 p.p.
2010 5,27 −0,5 p.p.
2009 5,76 +1,78 p.p.
2008 3,98 +0,05 p.p.
2007 3,93 −0,55 p.p.
2006 4,48 −0,17 p.p.
2005 4,65 −0,34 p.p.
2004 4,99 −0,66 p.p.
2003 5,64 −0,65 p.p.
2002 6,29 −0,43 p.p.
2001 6,73 +0,3 p.p.
2000 6,42 −0,66 p.p.
1999 7,08 −0,84 p.p.
1998 7,92 −0,36 p.p.
1997 8,29 −0,02 p.p.
1996 8,3 −0,05 p.p.
1995 8,36 −1,43 p.p.
1994 9,78 −1,55 p.p.
1993 11,33 +0,01 p.p.
1992 11,32 +1,2 p.p.
1991 10,12

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.