Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — NATO

Disoccupazione maschile nei paesi NATO nel 2025 — 5,31%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 2,27 p.p..

2025 5,31% +0,05 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 10,05%2010
Minimo del periodo 5,12%2023

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — NATO, 1991–2025468101219911995199920032007201120152019202320251991: 7,58%1992: 8,46%1993: 9,1%1994: 8,95%1995: 8,27%1996: 8,15%1997: 7,73%1998: 7,23%1999: 7,08%2000: 6,61%2001: 6,9%2002: 7,7%2003: 7,93%2004: 7,74%2005: 7,37%2006: 6,75%2007: 6,24%2008: 6,72%2009: 9,81%2010: 10,05%2011: 9,45%2012: 9,46%2013: 9,45%2014: 8,6%2015: 7,88%2016: 7,25%2017: 6,51%2018: 5,89%2019: 5,71%2020: 7,56%2021: 6,52%2022: 5,19%2023: 5,12%2024: 5,26%2025: 5,31%
Variazione nel periodo: −2,27 p.p. Media annua: -0,07 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: NATO

NATO 5,31%
Mondo 4,69%
Disoccupazione maschile — NATO, per anno NATO Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 5,31 +0,05 p.p.
2024 5,26 +0,14 p.p.
2023 5,12 −0,07 p.p.
2022 5,19 −1,33 p.p.
2021 6,52 −1,04 p.p.
2020 7,56 +1,85 p.p.
2019 5,71 −0,18 p.p.
2018 5,89 −0,62 p.p.
2017 6,51 −0,74 p.p.
2016 7,25 −0,63 p.p.
2015 7,88 −0,73 p.p.
2014 8,6 −0,85 p.p.
2013 9,45 −0 p.p.
2012 9,46 +0 p.p.
2011 9,45 −0,59 p.p.
2010 10,05 +0,24 p.p.
2009 9,81 +3,08 p.p.
2008 6,72 +0,49 p.p.
2007 6,24 −0,51 p.p.
2006 6,75 −0,63 p.p.
2005 7,37 −0,37 p.p.
2004 7,74 −0,19 p.p.
2003 7,93 +0,23 p.p.
2002 7,7 +0,8 p.p.
2001 6,9 +0,29 p.p.
2000 6,61 −0,47 p.p.
1999 7,08 −0,16 p.p.
1998 7,23 −0,49 p.p.
1997 7,73 −0,42 p.p.
1996 8,15 −0,12 p.p.
1995 8,27 −0,67 p.p.
1994 8,95 −0,15 p.p.
1993 9,1 +0,64 p.p.
1992 8,46 +0,88 p.p.
1991 7,58

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.