Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — G7

Disoccupazione maschile nei paesi del G7 nel 2025 — 4,51%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 1,62 p.p..

2025 4,51% +0,13 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 8,7%2010
Minimo del periodo 4,13%2022

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — G7, 1991–20254681019911995199920032007201120152019202320251991: 6,12%1992: 6,81%1993: 7,02%1994: 6,88%1995: 6,43%1996: 6,57%1997: 6,37%1998: 6,12%1999: 5,96%2000: 5,51%2001: 5,72%2002: 6,47%2003: 6,72%2004: 6,41%2005: 6,13%2006: 5,75%2007: 5,43%2008: 5,94%2009: 8,63%2010: 8,7%2011: 7,93%2012: 7,54%2013: 7,32%2014: 6,53%2015: 5,99%2016: 5,58%2017: 5,06%2018: 4,61%2019: 4,34%2020: 6,46%2021: 5,36%2022: 4,13%2023: 4,2%2024: 4,37%2025: 4,51%
Variazione nel periodo: −1,62 p.p. Media annua: -0,05 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: G7

G7 4,51%
Mondo 4,69%
Disoccupazione maschile — G7, per anno G7 Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 4,51 +0,13 p.p.
2024 4,37 +0,18 p.p.
2023 4,2 +0,06 p.p.
2022 4,13 −1,23 p.p.
2021 5,36 −1,09 p.p.
2020 6,46 +2,12 p.p.
2019 4,34 −0,28 p.p.
2018 4,61 −0,45 p.p.
2017 5,06 −0,51 p.p.
2016 5,58 −0,41 p.p.
2015 5,99 −0,54 p.p.
2014 6,53 −0,79 p.p.
2013 7,32 −0,21 p.p.
2012 7,54 −0,39 p.p.
2011 7,93 −0,78 p.p.
2010 8,7 +0,07 p.p.
2009 8,63 +2,69 p.p.
2008 5,94 +0,51 p.p.
2007 5,43 −0,32 p.p.
2006 5,75 −0,37 p.p.
2005 6,13 −0,28 p.p.
2004 6,41 −0,31 p.p.
2003 6,72 +0,25 p.p.
2002 6,47 +0,75 p.p.
2001 5,72 +0,21 p.p.
2000 5,51 −0,45 p.p.
1999 5,96 −0,16 p.p.
1998 6,12 −0,25 p.p.
1997 6,37 −0,21 p.p.
1996 6,57 +0,14 p.p.
1995 6,43 −0,45 p.p.
1994 6,88 −0,14 p.p.
1993 7,02 +0,21 p.p.
1992 6,81 +0,69 p.p.
1991 6,12

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.