Quota degli alimenti nelle importazioni — tutti i paesi

Quota degli alimenti nelle importazioni — Canada

Quota degli alimenti nelle importazioni in Canada nel 2024 — 9,2%. È il 101º posto al mondo su 131. Dal 1962 l'indicatore è calato del 2,46 p.p..

2024 9,2% +0,74 p.p. vs 2023
Posizione nel mondo 101di 131
Massimo del periodo 12,92%1963
Minimo del periodo 5,1%2000

Andamento per anno

1962–2024 · % delle importazioni di merci

Quota degli alimenti nelle importazioni — Canada, 1962–202446810121419621969197619831990199720042011201820241962: 11,66%1964: 11,62%1966: 9,01%1968: 7,88%1970: 8,64%1972: 7,85%1974: 8,61%1976: 8,15%1978: 8,11%1980: 7,45%1982: 7,68%1984: 6,53%1986: 6,19%1988: 5,6%1990: 6,13%1992: 6,35%1994: 6,02%1996: 5,81%1998: 5,55%2000: 5,1%2002: 6,06%2004: 5,81%2006: 5,76%2008: 6,44%2010: 7,18%2012: 7,24%2014: 7,72%2016: 8,47%2018: 7,93%2020: 9,37%2022: 8,4%2024: 9,2%
Variazione nel periodo: −2,46 p.p. Media annua: -0,04 p.p.

Confronto, 2024

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Canada

Canada 9,2%
Mondo 8,89%
America settentrionale calcolato 7,27%
Paesi ad alto reddito calcolato 8,94%
Quota degli alimenti nelle importazioni — Canada, per anno Canada Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2024 9,2 +0,74 p.p.
2023 8,46 +0,06 p.p.
2022 8,4 −0,29 p.p.
2021 8,69 −0,67 p.p.
2020 9,37 +1,17 p.p.
2019 8,2 +0,26 p.p.
2018 7,93 −0,27 p.p.
2017 8,2 −0,27 p.p.
2016 8,47 +0,29 p.p.
2015 8,18 +0,47 p.p.
2014 7,72 +0,26 p.p.
2013 7,46 +0,22 p.p.
2012 7,24 +0,13 p.p.
2011 7,11 −0,07 p.p.
2010 7,18 −0,74 p.p.
2009 7,92 +1,48 p.p.
2008 6,44 +0,27 p.p.
2007 6,17 +0,41 p.p.
2006 5,76 +0,13 p.p.
2005 5,63 −0,18 p.p.
2004 5,81 −0,39 p.p.
2003 6,2 +0,14 p.p.
2002 6,06 +0,24 p.p.
2001 5,82 +0,72 p.p.
2000 5,1 −0,21 p.p.
1999 5,31 −0,25 p.p.
1998 5,55 +0,03 p.p.
1997 5,53 −0,29 p.p.
1996 5,81 +0,11 p.p.
1995 5,7 −0,33 p.p.
1994 6,02 −0,24 p.p.
1993 6,26 −0,08 p.p.
1992 6,35 −0,04 p.p.
1991 6,38 +0,25 p.p.
1990 6,13 +0,39 p.p.
1989 5,74 +0,14 p.p.
1988 5,6 −0,45 p.p.
1987 6,05 −0,14 p.p.
1986 6,19 +0,24 p.p.
1985 5,94 −0,59 p.p.
1984 6,53 −0,48 p.p.
1983 7,01 −0,68 p.p.
1982 7,68 +0,66 p.p.
1981 7,03 −0,42 p.p.
1980 7,45 +0,16 p.p.
1979 7,29 −0,82 p.p.
1978 8,11 −0,26 p.p.
1977 8,37 +0,22 p.p.
1976 8,15 −0,15 p.p.
1975 8,3 −0,32 p.p.
1974 8,61 −0,33 p.p.
1973 8,94 +1,09 p.p.
1972 7,85 −0,07 p.p.
1971 7,92 −0,71 p.p.
1970 8,64 +0,64 p.p.
1969 8 +0,11 p.p.
1968 7,88 −0,74 p.p.
1967 8,62 −0,39 p.p.
1966 9,01 −0,8 p.p.
1965 9,81 −1,8 p.p.
1964 11,62 −1,31 p.p.
1963 12,92 +1,26 p.p.
1962 11,66

America settentrionale, 2024

Lo stesso indicatore nei paesi vicini — con link alle loro pagine

Sull'indicatore

Quota degli alimenti nelle importazioni di merci. L'indicatore si legge come una misura della dipendenza alimentare, ma con una riserva: la quota è alta sia nei paesi ricchi con poca agricoltura, dove il cibo è semplicemente una voce di consumo importante, sia in quelli più poveri, dove significa vulnerabilità ai prezzi mondiali dei cereali. Per distinguere i due casi aiuta il confronto con l'insicurezza alimentare e con il peso dell'agricoltura nell'economia.

Importante: Un valore alto non è di per sé segnale di un problema: a Singapore e in Giappone la quota è elevata con un approvvigionamento del tutto garantito. Conviene guardarla insieme all'insicurezza alimentare.

Fonte: UNCTADstat (UNCTAD), licenza CC BY 3.0 IGO.