Quota degli alimenti nelle esportazioni — tutti i paesi

Quota degli alimenti nelle esportazioni — Georgia

Quota degli alimenti nelle esportazioni in Georgia nel 2024 — 45,85%. È il 24º posto al mondo su 131. Dal 1996 l'indicatore è cresciuto del 16,56 p.p..

2024 45,85% +5,52 p.p. vs 2023
Posizione nel mondo 24di 131
Massimo del periodo 45,85%2024
Minimo del periodo 16,51%2008

Andamento per anno

1996–2024 · % delle esportazioni di merci

Quota degli alimenti nelle esportazioni — Georgia, 1996–2024102030405019961999200220052008201120142017202020231996: 29,29%1997: 31,74%1998: 33,91%1999: 26,27%2000: 28,03%2001: 25,46%2002: 29,77%2003: 35,2%2004: 31,03%2005: 34,9%2006: 24,94%2007: 24%2008: 16,51%2009: 26,28%2010: 19,23%2011: 20,5%2012: 27,58%2013: 37,77%2014: 39,9%2015: 34,35%2016: 36,49%2017: 31,03%2018: 31,04%2019: 31,07%2020: 31,82%2021: 30,12%2022: 26,57%2023: 40,33%2024: 45,85%
Variazione nel periodo: +16,56 p.p. Media annua: 0,59 p.p.

Confronto, 2024

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Georgia

Georgia 45,85%
Mondo 9,14%
Asia occidentale calcolato 5,77%
Paesi a reddito medio-alto calcolato 9,27%
Quota degli alimenti nelle esportazioni — Georgia, per anno Georgia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2024 45,85 +5,52 p.p.
2023 40,33 +13,76 p.p.
2022 26,57 −3,55 p.p.
2021 30,12 −1,71 p.p.
2020 31,82 +0,76 p.p.
2019 31,07 +0,03 p.p.
2018 31,04 +0,01 p.p.
2017 31,03 −5,47 p.p.
2016 36,49 +2,14 p.p.
2015 34,35 −5,55 p.p.
2014 39,9 +2,13 p.p.
2013 37,77 +10,19 p.p.
2012 27,58 +7,08 p.p.
2011 20,5 +1,27 p.p.
2010 19,23 −7,05 p.p.
2009 26,28 +9,77 p.p.
2008 16,51 −7,49 p.p.
2007 24 −0,94 p.p.
2006 24,94 −9,96 p.p.
2005 34,9 +3,87 p.p.
2004 31,03 −4,17 p.p.
2003 35,2 +5,43 p.p.
2002 29,77 +4,3 p.p.
2001 25,46 −2,57 p.p.
2000 28,03 +1,77 p.p.
1999 26,27 −7,65 p.p.
1998 33,91 +2,18 p.p.
1997 31,74 +2,44 p.p.
1996 29,29

Sull'indicatore

Quota degli alimenti nelle esportazioni di merci: cereali, carne, latticini, pesce, frutta, bevande, oli. A differenza della dipendenza dai combustibili e dai metalli, la specializzazione alimentare non è considerata una vulnerabilità dello stesso tipo: la domanda di cibo cresce con la popolazione e non è soggetta a sostituzione tecnologica. Le quote maggiori non le danno i grandi produttori, ma Paesi piccoli con un'unica coltura da esportazione: caffè, cacao, banane.

Importante: Comprende le bevande e gli oli vegetali, ma non le materie prime agricole come cotone, caucciù e pelli: per queste esiste un indicatore a parte.

Fonte: UNCTADstat (UNCTAD), licenza CC BY 3.0 IGO.