Quota degli alimenti nelle esportazioni — tutti i paesi

Quota degli alimenti nelle esportazioni — Paesi a reddito medio-alto

Quota degli alimenti nelle esportazioni nei paesi a reddito medio-alto nel 2024 — 9,27%. Dal 1996 l'indicatore è calato del 5,64 p.p..

2024 9,27% −0,11 p.p. vs 2023
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 14,91%1996
Minimo del periodo 7,85%2006

Andamento per anno

1996–2024 · % delle esportazioni di merci

Quota degli alimenti nelle esportazioni — Paesi a reddito medio-alto, 1996–2024681012141619961999200220052008201120142017202020231996: 14,91%1997: 14,32%1998: 14,05%1999: 12,33%2000: 9,61%2001: 10,55%2002: 10,27%2003: 10,2%2004: 9,17%2005: 8,44%2006: 7,85%2007: 7,99%2008: 8,41%2009: 9,48%2010: 8,8%2011: 9,13%2012: 8,73%2013: 8,74%2014: 8,69%2015: 8,86%2016: 9,54%2017: 9,56%2018: 8,97%2019: 9,04%2020: 9,45%2021: 8,8%2022: 9,24%2023: 9,38%2024: 9,27%
Variazione nel periodo: −5,64 p.p. Media annua: -0,2 p.p.

Confronto, 2024

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Paesi a reddito medio-alto

Paesi a reddito medio-alto 9,27%
Mondo 9,14%
Quota degli alimenti nelle esportazioni — Paesi a reddito medio-alto, per anno Paesi a reddito medio-alto Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2024 9,27 −0,11 p.p.
2023 9,38 +0,15 p.p.
2022 9,24 +0,44 p.p.
2021 8,8 −0,65 p.p.
2020 9,45 +0,4 p.p.
2019 9,04 +0,07 p.p.
2018 8,97 −0,59 p.p.
2017 9,56 +0,02 p.p.
2016 9,54 +0,68 p.p.
2015 8,86 +0,16 p.p.
2014 8,69 −0,05 p.p.
2013 8,74 +0,01 p.p.
2012 8,73 −0,4 p.p.
2011 9,13 +0,33 p.p.
2010 8,8 −0,68 p.p.
2009 9,48 +1,07 p.p.
2008 8,41 +0,42 p.p.
2007 7,99 +0,14 p.p.
2006 7,85 −0,59 p.p.
2005 8,44 −0,73 p.p.
2004 9,17 −1,02 p.p.
2003 10,2 −0,07 p.p.
2002 10,27 −0,28 p.p.
2001 10,55 +0,94 p.p.
2000 9,61 −2,72 p.p.
1999 12,33 −1,72 p.p.
1998 14,05 −0,27 p.p.
1997 14,32 −0,59 p.p.
1996 14,91

Sull'indicatore

Quota degli alimenti nelle esportazioni di merci: cereali, carne, latticini, pesce, frutta, bevande, oli. A differenza della dipendenza dai combustibili e dai metalli, la specializzazione alimentare non è considerata una vulnerabilità dello stesso tipo: la domanda di cibo cresce con la popolazione e non è soggetta a sostituzione tecnologica. Le quote maggiori non le danno i grandi produttori, ma Paesi piccoli con un'unica coltura da esportazione: caffè, cacao, banane.

Importante: Comprende le bevande e gli oli vegetali, ma non le materie prime agricole come cotone, caucciù e pelli: per queste esiste un indicatore a parte.

Fonte: UNCTADstat (UNCTAD), licenza CC BY 3.0 IGO.