Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Unione europea

Occupazione vulnerabile nell'Unione europea nel 2025 — 9,91%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 4,87 p.p..

2025 9,91% −0,09 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 15,27%1994
Minimo del periodo 9,91%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Unione europea, 1991–202581012141619911995199920032007201120152019202320251991: 14,78%1992: 15,19%1993: 15,23%1994: 15,27%1995: 15,18%1996: 15,09%1997: 14,97%1998: 14,85%1999: 14,6%2000: 14,35%2001: 14,23%2002: 13,71%2003: 13,63%2004: 13,5%2005: 13,32%2006: 13,09%2007: 12,76%2008: 12,39%2009: 12,42%2010: 12,58%2011: 12,43%2012: 12,35%2013: 12,21%2014: 12,13%2015: 11,82%2016: 11,5%2017: 11,25%2018: 11,01%2019: 10,85%2020: 11,02%2021: 10,59%2022: 10,35%2023: 10,16%2024: 10%2025: 9,91%
Variazione nel periodo: −4,87 p.p. Media annua: -0,14 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Unione europea

Unione europea 9,91%
Mondo 42,38%
Occupazione vulnerabile — Unione europea, per anno Unione europea Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 9,91 −0,09 p.p.
2024 10 −0,15 p.p.
2023 10,16 −0,2 p.p.
2022 10,35 −0,24 p.p.
2021 10,59 −0,43 p.p.
2020 11,02 +0,17 p.p.
2019 10,85 −0,16 p.p.
2018 11,01 −0,24 p.p.
2017 11,25 −0,25 p.p.
2016 11,5 −0,32 p.p.
2015 11,82 −0,31 p.p.
2014 12,13 −0,08 p.p.
2013 12,21 −0,15 p.p.
2012 12,35 −0,08 p.p.
2011 12,43 −0,15 p.p.
2010 12,58 +0,16 p.p.
2009 12,42 +0,03 p.p.
2008 12,39 −0,37 p.p.
2007 12,76 −0,33 p.p.
2006 13,09 −0,23 p.p.
2005 13,32 −0,18 p.p.
2004 13,5 −0,13 p.p.
2003 13,63 −0,08 p.p.
2002 13,71 −0,51 p.p.
2001 14,23 −0,12 p.p.
2000 14,35 −0,25 p.p.
1999 14,6 −0,25 p.p.
1998 14,85 −0,12 p.p.
1997 14,97 −0,12 p.p.
1996 15,09 −0,09 p.p.
1995 15,18 −0,09 p.p.
1994 15,27 +0,04 p.p.
1993 15,23 +0,04 p.p.
1992 15,19 +0,41 p.p.
1991 14,78

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.