Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — UEE

Occupazione vulnerabile nei paesi dell'UEE nel 2025 — 8,37%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 0,34 p.p..

2025 8,37% −0,11 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 11,45%1997
Minimo del periodo 8,37%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — UEE, 1991–20258910111219911995199920032007201120152019202320251991: 8,71%1992: 9,17%1993: 9,62%1994: 10,22%1995: 10,64%1996: 10,85%1997: 11,45%1998: 11,44%1999: 11,15%2000: 11,01%2001: 10,9%2002: 10,66%2003: 10,57%2004: 10,29%2005: 10,09%2006: 9,93%2007: 9,76%2008: 9,58%2009: 9,7%2010: 9,55%2011: 9,76%2012: 9,52%2013: 9,76%2014: 9,56%2015: 9,4%2016: 9,57%2017: 8,77%2018: 8,89%2019: 8,73%2020: 8,86%2021: 8,78%2022: 8,67%2023: 8,59%2024: 8,48%2025: 8,37%
Variazione nel periodo: −0,34 p.p. Media annua: -0,01 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: UEE

UEE 8,37%
Mondo 42,38%
Occupazione vulnerabile — UEE, per anno UEE Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 8,37 −0,11 p.p.
2024 8,48 −0,11 p.p.
2023 8,59 −0,08 p.p.
2022 8,67 −0,11 p.p.
2021 8,78 −0,09 p.p.
2020 8,86 +0,13 p.p.
2019 8,73 −0,16 p.p.
2018 8,89 +0,11 p.p.
2017 8,77 −0,79 p.p.
2016 9,57 +0,17 p.p.
2015 9,4 −0,16 p.p.
2014 9,56 −0,21 p.p.
2013 9,76 +0,24 p.p.
2012 9,52 −0,24 p.p.
2011 9,76 +0,21 p.p.
2010 9,55 −0,15 p.p.
2009 9,7 +0,12 p.p.
2008 9,58 −0,18 p.p.
2007 9,76 −0,17 p.p.
2006 9,93 −0,16 p.p.
2005 10,09 −0,2 p.p.
2004 10,29 −0,28 p.p.
2003 10,57 −0,09 p.p.
2002 10,66 −0,24 p.p.
2001 10,9 −0,11 p.p.
2000 11,01 −0,14 p.p.
1999 11,15 −0,29 p.p.
1998 11,44 −0,01 p.p.
1997 11,45 +0,6 p.p.
1996 10,85 +0,21 p.p.
1995 10,64 +0,42 p.p.
1994 10,22 +0,6 p.p.
1993 9,62 +0,46 p.p.
1992 9,17 +0,46 p.p.
1991 8,71

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.