Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Australia e Nuova Zelanda

Occupazione vulnerabile in Australia e Nuova Zelanda nel 2025 — 9,71%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 3,44 p.p..

2025 9,71% −0,08 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 13,39%1993
Minimo del periodo 9,71%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Australia e Nuova Zelanda, 1991–20259101112131419911995199920032007201120152019202320251991: 13,15%1992: 13,27%1993: 13,39%1994: 13,34%1995: 13,28%1996: 13,29%1997: 13,24%1998: 13,13%1999: 13,1%2000: 13%2001: 12,87%2002: 12,74%2003: 12,37%2004: 12,95%2005: 12,31%2006: 12,08%2007: 10,98%2008: 10,26%2009: 11,36%2010: 11,23%2011: 11,22%2012: 10,84%2013: 11,03%2014: 10,81%2015: 10,87%2016: 11,04%2017: 10,68%2018: 10,47%2019: 10,48%2020: 10,35%2021: 10,27%2022: 10,04%2023: 9,91%2024: 9,79%2025: 9,71%
Variazione nel periodo: −3,44 p.p. Media annua: -0,1 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Australia e Nuova Zelanda

Australia e Nuova Zelanda 9,71%
Mondo 42,38%
Occupazione vulnerabile — Australia e Nuova Zelanda, per anno Australia e Nuova Zelanda Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 9,71 −0,08 p.p.
2024 9,79 −0,13 p.p.
2023 9,91 −0,13 p.p.
2022 10,04 −0,23 p.p.
2021 10,27 −0,08 p.p.
2020 10,35 −0,13 p.p.
2019 10,48 +0,01 p.p.
2018 10,47 −0,21 p.p.
2017 10,68 −0,36 p.p.
2016 11,04 +0,18 p.p.
2015 10,87 +0,06 p.p.
2014 10,81 −0,22 p.p.
2013 11,03 +0,19 p.p.
2012 10,84 −0,38 p.p.
2011 11,22 −0,01 p.p.
2010 11,23 −0,14 p.p.
2009 11,36 +1,1 p.p.
2008 10,26 −0,72 p.p.
2007 10,98 −1,1 p.p.
2006 12,08 −0,23 p.p.
2005 12,31 −0,64 p.p.
2004 12,95 +0,58 p.p.
2003 12,37 −0,37 p.p.
2002 12,74 −0,13 p.p.
2001 12,87 −0,13 p.p.
2000 13 −0,09 p.p.
1999 13,1 −0,03 p.p.
1998 13,13 −0,11 p.p.
1997 13,24 −0,05 p.p.
1996 13,29 +0,01 p.p.
1995 13,28 −0,06 p.p.
1994 13,34 −0,05 p.p.
1993 13,39 +0,12 p.p.
1992 13,27 +0,13 p.p.
1991 13,15

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.