Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Asia orientale

Occupazione vulnerabile in Asia orientale nel 2025 — 31,19%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 18,67 p.p..

2025 31,19% −0,37 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 49,86%1991
Minimo del periodo 31,19%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Asia orientale, 1991–2025303540455019911995199920032007201120152019202320251991: 49,86%1992: 49,26%1993: 48,61%1994: 47,96%1995: 47,32%1996: 46,68%1997: 46,09%1998: 45,55%1999: 45,04%2000: 44,5%2001: 43,93%2002: 43,36%2003: 42,76%2004: 42,12%2005: 41,45%2006: 40,7%2007: 39,93%2008: 39,2%2009: 38,49%2010: 37,79%2011: 37,16%2012: 36,57%2013: 35,99%2014: 35,45%2015: 34,94%2016: 34,42%2017: 33,94%2018: 33,44%2019: 32,99%2020: 33,05%2021: 32,86%2022: 32,38%2023: 31,99%2024: 31,56%2025: 31,19%
Variazione nel periodo: −18,67 p.p. Media annua: -0,55 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Asia orientale

Asia orientale 31,19%
Mondo 42,38%
Occupazione vulnerabile — Asia orientale, per anno Asia orientale Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 31,19 −0,37 p.p.
2024 31,56 −0,43 p.p.
2023 31,99 −0,39 p.p.
2022 32,38 −0,49 p.p.
2021 32,86 −0,19 p.p.
2020 33,05 +0,06 p.p.
2019 32,99 −0,46 p.p.
2018 33,44 −0,5 p.p.
2017 33,94 −0,48 p.p.
2016 34,42 −0,52 p.p.
2015 34,94 −0,51 p.p.
2014 35,45 −0,54 p.p.
2013 35,99 −0,58 p.p.
2012 36,57 −0,58 p.p.
2011 37,16 −0,63 p.p.
2010 37,79 −0,7 p.p.
2009 38,49 −0,71 p.p.
2008 39,2 −0,73 p.p.
2007 39,93 −0,77 p.p.
2006 40,7 −0,75 p.p.
2005 41,45 −0,67 p.p.
2004 42,12 −0,64 p.p.
2003 42,76 −0,61 p.p.
2002 43,36 −0,57 p.p.
2001 43,93 −0,56 p.p.
2000 44,5 −0,54 p.p.
1999 45,04 −0,51 p.p.
1998 45,55 −0,55 p.p.
1997 46,09 −0,58 p.p.
1996 46,68 −0,64 p.p.
1995 47,32 −0,64 p.p.
1994 47,96 −0,65 p.p.
1993 48,61 −0,65 p.p.
1992 49,26 −0,6 p.p.
1991 49,86

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.