Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Asia centrale

Occupazione vulnerabile in Asia centrale nel 2025 — 29,51%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 8,41 p.p..

2025 29,51% −0,15 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 39,05%1997
Minimo del periodo 29,51%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Asia centrale, 1991–202527,53032,53537,54019911995199920032007201120152019202320251991: 37,93%1992: 37,97%1993: 38,25%1994: 38,67%1995: 38,9%1996: 39,01%1997: 39,05%1998: 39,05%1999: 38,87%2000: 38,61%2001: 38,25%2002: 37,41%2003: 36,96%2004: 36,19%2005: 35,5%2006: 35,03%2007: 34,58%2008: 34,25%2009: 34,06%2010: 33,79%2011: 33,51%2012: 32,88%2013: 32,89%2014: 32,29%2015: 31,44%2016: 31,15%2017: 30,83%2018: 30,63%2019: 30,34%2020: 30,49%2021: 30,09%2022: 30,01%2023: 29,86%2024: 29,66%2025: 29,51%
Variazione nel periodo: −8,41 p.p. Media annua: -0,25 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Asia centrale

Asia centrale 29,51%
Mondo 42,38%
Occupazione vulnerabile — Asia centrale, per anno Asia centrale Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 29,51 −0,15 p.p.
2024 29,66 −0,2 p.p.
2023 29,86 −0,15 p.p.
2022 30,01 −0,08 p.p.
2021 30,09 −0,4 p.p.
2020 30,49 +0,15 p.p.
2019 30,34 −0,3 p.p.
2018 30,63 −0,2 p.p.
2017 30,83 −0,31 p.p.
2016 31,15 −0,29 p.p.
2015 31,44 −0,85 p.p.
2014 32,29 −0,6 p.p.
2013 32,89 +0,01 p.p.
2012 32,88 −0,63 p.p.
2011 33,51 −0,28 p.p.
2010 33,79 −0,27 p.p.
2009 34,06 −0,2 p.p.
2008 34,25 −0,32 p.p.
2007 34,58 −0,46 p.p.
2006 35,03 −0,47 p.p.
2005 35,5 −0,68 p.p.
2004 36,19 −0,78 p.p.
2003 36,96 −0,45 p.p.
2002 37,41 −0,84 p.p.
2001 38,25 −0,36 p.p.
2000 38,61 −0,26 p.p.
1999 38,87 −0,18 p.p.
1998 39,05 −0 p.p.
1997 39,05 +0,04 p.p.
1996 39,01 +0,1 p.p.
1995 38,9 +0,24 p.p.
1994 38,67 +0,41 p.p.
1993 38,25 +0,28 p.p.
1992 37,97 +0,05 p.p.
1991 37,93

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.