Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — OCSE

Occupazione vulnerabile nei paesi OCSE nel 2025 — 11,98%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 4,01 p.p..

2025 11,98% −0,04 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 16,03%1992
Minimo del periodo 11,98%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — OCSE, 1991–2025101214161819911995199920032007201120152019202320251991: 15,99%1992: 16,03%1993: 15,96%1994: 15,85%1995: 15,6%1996: 15,39%1997: 15,41%1998: 15,01%1999: 14,73%2000: 14,28%2001: 14,28%2002: 14,06%2003: 14,06%2004: 13,88%2005: 13,63%2006: 13,36%2007: 13,09%2008: 13,02%2009: 13,37%2010: 13,35%2011: 13,35%2012: 13,29%2013: 13,19%2014: 13,09%2015: 12,96%2016: 12,8%2017: 12,69%2018: 12,59%2019: 12,44%2020: 12,49%2021: 12,57%2022: 12,32%2023: 12,15%2024: 12,02%2025: 11,98%
Variazione nel periodo: −4,01 p.p. Media annua: -0,12 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: OCSE

OCSE 11,98%
Mondo 42,38%
Occupazione vulnerabile — OCSE, per anno OCSE Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 11,98 −0,04 p.p.
2024 12,02 −0,13 p.p.
2023 12,15 −0,17 p.p.
2022 12,32 −0,25 p.p.
2021 12,57 +0,09 p.p.
2020 12,49 +0,05 p.p.
2019 12,44 −0,15 p.p.
2018 12,59 −0,1 p.p.
2017 12,69 −0,1 p.p.
2016 12,8 −0,16 p.p.
2015 12,96 −0,14 p.p.
2014 13,09 −0,09 p.p.
2013 13,19 −0,1 p.p.
2012 13,29 −0,07 p.p.
2011 13,35 +0 p.p.
2010 13,35 −0,02 p.p.
2009 13,37 +0,35 p.p.
2008 13,02 −0,07 p.p.
2007 13,09 −0,27 p.p.
2006 13,36 −0,27 p.p.
2005 13,63 −0,26 p.p.
2004 13,88 −0,18 p.p.
2003 14,06 +0,01 p.p.
2002 14,06 −0,22 p.p.
2001 14,28 −0 p.p.
2000 14,28 −0,45 p.p.
1999 14,73 −0,28 p.p.
1998 15,01 −0,4 p.p.
1997 15,41 +0,02 p.p.
1996 15,39 −0,21 p.p.
1995 15,6 −0,25 p.p.
1994 15,85 −0,11 p.p.
1993 15,96 −0,07 p.p.
1992 16,03 +0,03 p.p.
1991 15,99

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.