Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — NATO

Occupazione vulnerabile nei paesi NATO nel 2025 — 8,98%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 3,96 p.p..

2025 8,98% −0,09 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 13,09%1994
Minimo del periodo 8,98%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — NATO, 1991–2025810121419911995199920032007201120152019202320251991: 12,93%1992: 13,06%1993: 12,99%1994: 13,09%1995: 12,98%1996: 12,89%1997: 12,76%1998: 12,62%1999: 12,45%2000: 12,16%2001: 12,19%2002: 11,8%2003: 11,79%2004: 11,43%2005: 11,17%2006: 10,89%2007: 10,6%2008: 10,37%2009: 10,57%2010: 10,71%2011: 10,68%2012: 10,66%2013: 10,55%2014: 10,53%2015: 10,35%2016: 10,19%2017: 10,1%2018: 9,98%2019: 9,81%2020: 9,73%2021: 9,49%2022: 9,3%2023: 9,08%2024: 9,07%2025: 8,98%
Variazione nel periodo: −3,96 p.p. Media annua: -0,12 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: NATO

NATO 8,98%
Mondo 42,38%
Occupazione vulnerabile — NATO, per anno NATO Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 8,98 −0,09 p.p.
2024 9,07 −0,02 p.p.
2023 9,08 −0,22 p.p.
2022 9,3 −0,19 p.p.
2021 9,49 −0,24 p.p.
2020 9,73 −0,08 p.p.
2019 9,81 −0,17 p.p.
2018 9,98 −0,12 p.p.
2017 10,1 −0,09 p.p.
2016 10,19 −0,16 p.p.
2015 10,35 −0,17 p.p.
2014 10,53 −0,02 p.p.
2013 10,55 −0,11 p.p.
2012 10,66 −0,02 p.p.
2011 10,68 −0,03 p.p.
2010 10,71 +0,14 p.p.
2009 10,57 +0,2 p.p.
2008 10,37 −0,23 p.p.
2007 10,6 −0,29 p.p.
2006 10,89 −0,28 p.p.
2005 11,17 −0,26 p.p.
2004 11,43 −0,35 p.p.
2003 11,79 −0,01 p.p.
2002 11,8 −0,39 p.p.
2001 12,19 +0,02 p.p.
2000 12,16 −0,28 p.p.
1999 12,45 −0,17 p.p.
1998 12,62 −0,14 p.p.
1997 12,76 −0,13 p.p.
1996 12,89 −0,09 p.p.
1995 12,98 −0,11 p.p.
1994 13,09 +0,1 p.p.
1993 12,99 −0,07 p.p.
1992 13,06 +0,12 p.p.
1991 12,93

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.