Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — G7

Occupazione vulnerabile nei paesi del G7 nel 2025 — 6,54%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 3,34 p.p..

2025 6,54% −0,07 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 9,88%1991
Minimo del periodo 6,54%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — G7, 1991–202567891019911995199920032007201120152019202320251991: 9,88%1992: 9,69%1993: 9,49%1994: 9,39%1995: 9,28%1996: 9,14%1997: 9,08%1998: 8,81%1999: 8,61%2000: 8,35%2001: 8,15%2002: 8,03%2003: 8,13%2004: 8,18%2005: 8,01%2006: 7,85%2007: 7,66%2008: 7,43%2009: 7,48%2010: 7,49%2011: 7,47%2012: 7,47%2013: 7,35%2014: 7,39%2015: 7,31%2016: 7,25%2017: 7,15%2018: 7,12%2019: 7,03%2020: 7,03%2021: 6,94%2022: 6,69%2023: 6,61%2024: 6,62%2025: 6,54%
Variazione nel periodo: −3,34 p.p. Media annua: -0,1 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: G7

G7 6,54%
Mondo 42,38%
Occupazione vulnerabile — G7, per anno G7 Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 6,54 −0,07 p.p.
2024 6,62 +0,01 p.p.
2023 6,61 −0,07 p.p.
2022 6,69 −0,25 p.p.
2021 6,94 −0,09 p.p.
2020 7,03 −0 p.p.
2019 7,03 −0,09 p.p.
2018 7,12 −0,03 p.p.
2017 7,15 −0,1 p.p.
2016 7,25 −0,06 p.p.
2015 7,31 −0,09 p.p.
2014 7,39 +0,04 p.p.
2013 7,35 −0,12 p.p.
2012 7,47 +0,01 p.p.
2011 7,47 −0,03 p.p.
2010 7,49 +0,01 p.p.
2009 7,48 +0,05 p.p.
2008 7,43 −0,23 p.p.
2007 7,66 −0,19 p.p.
2006 7,85 −0,16 p.p.
2005 8,01 −0,18 p.p.
2004 8,18 +0,05 p.p.
2003 8,13 +0,11 p.p.
2002 8,03 −0,13 p.p.
2001 8,15 −0,2 p.p.
2000 8,35 −0,26 p.p.
1999 8,61 −0,2 p.p.
1998 8,81 −0,27 p.p.
1997 9,08 −0,06 p.p.
1996 9,14 −0,15 p.p.
1995 9,28 −0,11 p.p.
1994 9,39 −0,1 p.p.
1993 9,49 −0,2 p.p.
1992 9,69 −0,19 p.p.
1991 9,88

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.