Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Area euro

Occupazione vulnerabile nell'area euro nel 2025 — 9,34%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 3,92 p.p..

2025 9,34% −0,08 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 13,42%1992
Minimo del periodo 9,34%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Area euro, 1991–2025810121419911995199920032007201120152019202320251991: 13,27%1992: 13,42%1993: 13,34%1994: 13,4%1995: 13,35%1996: 13,21%1997: 13,03%1998: 12,8%1999: 12,42%2000: 12,04%2001: 11,91%2002: 11,72%2003: 11,69%2004: 11,85%2005: 11,7%2006: 11,64%2007: 11,31%2008: 10,94%2009: 10,97%2010: 10,99%2011: 10,92%2012: 10,85%2013: 10,8%2014: 10,78%2015: 10,6%2016: 10,39%2017: 10,15%2018: 9,94%2019: 9,83%2020: 9,96%2021: 9,64%2022: 9,51%2023: 9,41%2024: 9,42%2025: 9,34%
Variazione nel periodo: −3,92 p.p. Media annua: -0,12 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Area euro

Area euro 9,34%
Mondo 42,38%
Occupazione vulnerabile — Area euro, per anno Area euro Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 9,34 −0,08 p.p.
2024 9,42 +0,01 p.p.
2023 9,41 −0,09 p.p.
2022 9,51 −0,13 p.p.
2021 9,64 −0,32 p.p.
2020 9,96 +0,13 p.p.
2019 9,83 −0,11 p.p.
2018 9,94 −0,21 p.p.
2017 10,15 −0,24 p.p.
2016 10,39 −0,21 p.p.
2015 10,6 −0,18 p.p.
2014 10,78 −0,01 p.p.
2013 10,8 −0,05 p.p.
2012 10,85 −0,07 p.p.
2011 10,92 −0,07 p.p.
2010 10,99 +0,02 p.p.
2009 10,97 +0,03 p.p.
2008 10,94 −0,37 p.p.
2007 11,31 −0,33 p.p.
2006 11,64 −0,06 p.p.
2005 11,7 −0,14 p.p.
2004 11,85 +0,15 p.p.
2003 11,69 −0,02 p.p.
2002 11,72 −0,19 p.p.
2001 11,91 −0,14 p.p.
2000 12,04 −0,38 p.p.
1999 12,42 −0,38 p.p.
1998 12,8 −0,24 p.p.
1997 13,03 −0,17 p.p.
1996 13,21 −0,15 p.p.
1995 13,35 −0,05 p.p.
1994 13,4 +0,06 p.p.
1993 13,34 −0,08 p.p.
1992 13,42 +0,15 p.p.
1991 13,27

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.