Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — OCSE

Disoccupazione maschile nei paesi OCSE nel 2025 — 4,73%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 1,52 p.p..

2025 4,73% −0,02 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 8,65%2010
Minimo del periodo 4,68%2023

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — OCSE, 1991–202545678919911995199920032007201120152019202320251991: 6,25%1992: 6,78%1993: 7,3%1994: 7,32%1995: 7,02%1996: 6,98%1997: 6,61%1998: 6,63%1999: 6,65%2000: 6,18%2001: 6,23%2002: 6,84%2003: 7%2004: 6,82%2005: 6,48%2006: 6,01%2007: 5,61%2008: 6,04%2009: 8,59%2010: 8,65%2011: 8,05%2012: 7,95%2013: 7,9%2014: 7,26%2015: 6,71%2016: 6,27%2017: 5,71%2018: 5,29%2019: 5,25%2020: 6,94%2021: 6,02%2022: 4,8%2023: 4,68%2024: 4,75%2025: 4,73%
Variazione nel periodo: −1,52 p.p. Media annua: -0,04 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: OCSE

OCSE 4,73%
Mondo 4,69%
Disoccupazione maschile — OCSE, per anno OCSE Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 4,73 −0,02 p.p.
2024 4,75 +0,07 p.p.
2023 4,68 −0,12 p.p.
2022 4,8 −1,22 p.p.
2021 6,02 −0,92 p.p.
2020 6,94 +1,69 p.p.
2019 5,25 −0,04 p.p.
2018 5,29 −0,42 p.p.
2017 5,71 −0,56 p.p.
2016 6,27 −0,44 p.p.
2015 6,71 −0,54 p.p.
2014 7,26 −0,64 p.p.
2013 7,9 −0,05 p.p.
2012 7,95 −0,1 p.p.
2011 8,05 −0,6 p.p.
2010 8,65 +0,05 p.p.
2009 8,59 +2,55 p.p.
2008 6,04 +0,44 p.p.
2007 5,61 −0,4 p.p.
2006 6,01 −0,48 p.p.
2005 6,48 −0,34 p.p.
2004 6,82 −0,18 p.p.
2003 7 +0,16 p.p.
2002 6,84 +0,61 p.p.
2001 6,23 +0,05 p.p.
2000 6,18 −0,47 p.p.
1999 6,65 +0,02 p.p.
1998 6,63 +0,03 p.p.
1997 6,61 −0,37 p.p.
1996 6,98 −0,04 p.p.
1995 7,02 −0,3 p.p.
1994 7,32 +0,02 p.p.
1993 7,3 +0,52 p.p.
1992 6,78 +0,53 p.p.
1991 6,25

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.