Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — G20

Disoccupazione maschile nei paesi del G20 nel 2025 — 4,77%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 0,08 p.p..

2025 4,77% −0 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 6,92%2020
Minimo del periodo 4,77%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — G20, 1991–2025456719911995199920032007201120152019202320251991: 4,86%1992: 5,05%1993: 5,27%1994: 5,53%1995: 5,63%1996: 5,69%1997: 5,76%1998: 5,91%1999: 5,98%2000: 5,74%2001: 5,99%2002: 6,36%2003: 6,51%2004: 6,35%2005: 6,3%2006: 6,14%2007: 5,99%2008: 6,15%2009: 6,9%2010: 6,68%2011: 6,42%2012: 6,29%2013: 6,29%2014: 6,14%2015: 6,17%2016: 6,21%2017: 6,1%2018: 5,97%2019: 5,77%2020: 6,92%2021: 6,06%2022: 5,26%2023: 4,84%2024: 4,78%2025: 4,77%
Variazione nel periodo: −0,08 p.p. Media annua: 0 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: G20

G20 4,77%
Mondo 4,69%
Disoccupazione maschile — G20, per anno G20 Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 4,77 −0 p.p.
2024 4,78 −0,06 p.p.
2023 4,84 −0,42 p.p.
2022 5,26 −0,8 p.p.
2021 6,06 −0,86 p.p.
2020 6,92 +1,14 p.p.
2019 5,77 −0,2 p.p.
2018 5,97 −0,13 p.p.
2017 6,1 −0,11 p.p.
2016 6,21 +0,04 p.p.
2015 6,17 +0,02 p.p.
2014 6,14 −0,15 p.p.
2013 6,29 −0 p.p.
2012 6,29 −0,13 p.p.
2011 6,42 −0,26 p.p.
2010 6,68 −0,22 p.p.
2009 6,9 +0,75 p.p.
2008 6,15 +0,17 p.p.
2007 5,99 −0,15 p.p.
2006 6,14 −0,17 p.p.
2005 6,3 −0,05 p.p.
2004 6,35 −0,16 p.p.
2003 6,51 +0,16 p.p.
2002 6,36 +0,37 p.p.
2001 5,99 +0,24 p.p.
2000 5,74 −0,23 p.p.
1999 5,98 +0,06 p.p.
1998 5,91 +0,16 p.p.
1997 5,76 +0,06 p.p.
1996 5,69 +0,07 p.p.
1995 5,63 +0,1 p.p.
1994 5,53 +0,25 p.p.
1993 5,27 +0,23 p.p.
1992 5,05 +0,19 p.p.
1991 4,86

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.