Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — CSI

Disoccupazione maschile nei paesi della CSI nel 2025 — 2,91%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 1,1 p.p..

2025 2,91% −0,15 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 12,51%1998
Minimo del periodo 2,91%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — CSI, 1991–202505101519911995199920032007201120152019202320251991: 4,01%1992: 4,29%1993: 5,28%1994: 7,85%1995: 9,36%1996: 10,36%1997: 11,49%1998: 12,51%1999: 12,34%2000: 10,55%2001: 9,27%2002: 8,23%2003: 8,3%2004: 7,82%2005: 7,18%2006: 7,09%2007: 6,19%2008: 6,23%2009: 7,94%2010: 7,2%2011: 6,57%2012: 5,72%2013: 5,7%2014: 5,53%2015: 5,78%2016: 5,74%2017: 5,55%2018: 5,08%2019: 4,77%2020: 5,52%2021: 4,86%2022: 4%2023: 3,45%2024: 3,06%2025: 2,91%
Variazione nel periodo: −1,1 p.p. Media annua: -0,03 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: CSI

CSI 2,91%
Mondo 4,69%
Disoccupazione maschile — CSI, per anno CSI Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 2,91 −0,15 p.p.
2024 3,06 −0,39 p.p.
2023 3,45 −0,55 p.p.
2022 4 −0,86 p.p.
2021 4,86 −0,66 p.p.
2020 5,52 +0,75 p.p.
2019 4,77 −0,3 p.p.
2018 5,08 −0,47 p.p.
2017 5,55 −0,19 p.p.
2016 5,74 −0,04 p.p.
2015 5,78 +0,25 p.p.
2014 5,53 −0,17 p.p.
2013 5,7 −0,02 p.p.
2012 5,72 −0,85 p.p.
2011 6,57 −0,63 p.p.
2010 7,2 −0,74 p.p.
2009 7,94 +1,71 p.p.
2008 6,23 +0,04 p.p.
2007 6,19 −0,91 p.p.
2006 7,09 −0,08 p.p.
2005 7,18 −0,64 p.p.
2004 7,82 −0,48 p.p.
2003 8,3 +0,07 p.p.
2002 8,23 −1,04 p.p.
2001 9,27 −1,27 p.p.
2000 10,55 −1,79 p.p.
1999 12,34 −0,18 p.p.
1998 12,51 +1,03 p.p.
1997 11,49 +1,12 p.p.
1996 10,36 +1 p.p.
1995 9,36 +1,52 p.p.
1994 7,85 +2,56 p.p.
1993 5,28 +0,99 p.p.
1992 4,29 +0,28 p.p.
1991 4,01

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.