Quota degli alimenti nelle importazioni — tutti i paesi

Quota degli alimenti nelle importazioni — Asia meridionale (subregione)

Quota degli alimenti nelle importazioni in Asia meridionale (subregione) nel 2022 — 7,48%. Dal 1974 l'indicatore è calato del 13,57 p.p..

2022 7,48% −0,71 p.p. vs 2021
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 23,37%1975
Minimo del periodo 4,7%2006

Andamento per anno

1974–2022 · % delle importazioni di merci

Quota degli alimenti nelle importazioni — Asia meridionale (subregione), 1974–20220102030197419791984198919941999200420092014201920221974: 21,06%1975: 23,37%1976: 17,07%1977: 15,04%1998: 11,87%1999: 11,17%2000: 9,55%2001: 9,8%2002: 8,41%2003: 8,74%2004: 6,99%2005: 5,95%2006: 4,7%2007: 5,43%2008: 4,85%2009: 6,27%2010: 7,08%2011: 6,42%2012: 5,22%2013: 7,08%2014: 7,11%2015: 8,67%2016: 9,28%2017: 9,2%2018: 7,26%2019: 6,99%2020: 8,85%2021: 8,2%2022: 7,48%
Variazione nel periodo: −13,57 p.p. Media annua: -0,28 p.p.

Confronto, 2022

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Asia meridionale (subregione)

Asia meridionale (subregione) 7,48%
Mondo 8,29%
Quota degli alimenti nelle importazioni — Asia meridionale (subregione), per anno Asia meridionale (subregione) Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2022 7,48 −0,71 p.p.
2021 8,2 −0,65 p.p.
2020 8,85 +1,86 p.p.
2019 6,99 −0,27 p.p.
2018 7,26 −1,94 p.p.
2017 9,2 −0,08 p.p.
2016 9,28 +0,61 p.p.
2015 8,67 +1,57 p.p.
2014 7,11 +0,03 p.p.
2013 7,08 +1,86 p.p.
2012 5,22 −1,2 p.p.
2011 6,42 −0,66 p.p.
2010 7,08 +0,81 p.p.
2009 6,27 +1,42 p.p.
2008 4,85 −0,58 p.p.
2007 5,43 +0,72 p.p.
2006 4,7 −1,24 p.p.
2005 5,95 −1,04 p.p.
2004 6,99 −1,75 p.p.
2003 8,74 +0,34 p.p.
2002 8,41 −1,39 p.p.
2001 9,8 +0,25 p.p.
2000 9,55 −1,61 p.p.
1999 11,17 −0,7 p.p.
1998 11,87
1977 15,04 −2,04 p.p.
1976 17,07 −6,3 p.p.
1975 23,37 +2,32 p.p.
1974 21,06

Sull'indicatore

Quota degli alimenti nelle importazioni di merci. L'indicatore si legge come una misura della dipendenza alimentare, ma con una riserva: la quota è alta sia nei paesi ricchi con poca agricoltura, dove il cibo è semplicemente una voce di consumo importante, sia in quelli più poveri, dove significa vulnerabilità ai prezzi mondiali dei cereali. Per distinguere i due casi aiuta il confronto con l'insicurezza alimentare e con il peso dell'agricoltura nell'economia.

Importante: Un valore alto non è di per sé segnale di un problema: a Singapore e in Giappone la quota è elevata con un approvvigionamento del tutto garantito. Conviene guardarla insieme all'insicurezza alimentare.

Fonte: UNCTADstat (UNCTAD), licenza CC BY 3.0 IGO.