Quota degli alimenti nelle importazioni — tutti i paesi

Quota degli alimenti nelle importazioni — Nuova Zelanda

Quota degli alimenti nelle importazioni in Nuova Zelanda nel 2025 — 12,81%. È il 7º posto al mondo su 24. Dal 1964 l'indicatore è cresciuto del 3,92 p.p..

2025 12,81% +0,34 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 7di 24
Massimo del periodo 13,41%2020
Minimo del periodo 5,79%1981

Andamento per anno

1964–2025 · % delle importazioni di merci

Quota degli alimenti nelle importazioni — Nuova Zelanda, 1964–202546810121419641971197819851992199920062013202020251964: 8,89%1966: 6,62%1968: 7,43%1970: 6,9%1972: 7,19%1974: 7,07%1976: 6,23%1978: 7,02%1980: 5,98%1982: 6,72%1984: 6,49%1986: 6,47%1988: 7,71%1990: 6,78%1992: 7,26%1994: 7,51%1996: 7,61%1998: 9,2%2000: 7,73%2002: 8,55%2004: 7,59%2006: 8,1%2008: 9,36%2010: 10,61%2012: 10,65%2014: 10,77%2016: 11,44%2018: 11,33%2020: 13,41%2022: 11,07%2024: 12,47%2025: 12,81%
Variazione nel periodo: +3,92 p.p. Media annua: 0,06 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Nuova Zelanda

Nuova Zelanda 12,81%
Australia e Nuova Zelanda calcolato 7,35%
Quota degli alimenti nelle importazioni — Nuova Zelanda, per anno Nuova Zelanda Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 12,81 +0,34 p.p.
2024 12,47 +1,21 p.p.
2023 11,27 +0,2 p.p.
2022 11,07 −0,41 p.p.
2021 11,48 −1,94 p.p.
2020 13,41 +1,89 p.p.
2019 11,53 +0,2 p.p.
2018 11,33 −0,2 p.p.
2017 11,53 +0,08 p.p.
2016 11,44 +0,08 p.p.
2015 11,36 +0,59 p.p.
2014 10,77 +0,13 p.p.
2013 10,64 −0,01 p.p.
2012 10,65 +0,11 p.p.
2011 10,54 −0,07 p.p.
2010 10,61 −0,07 p.p.
2009 10,68 +1,32 p.p.
2008 9,36 +0,78 p.p.
2007 8,58 +0,48 p.p.
2006 8,1 +0,44 p.p.
2005 7,65 +0,06 p.p.
2004 7,59 −0,57 p.p.
2003 8,16 −0,4 p.p.
2002 8,55 +0,2 p.p.
2001 8,35 +0,63 p.p.
2000 7,73 −0,06 p.p.
1999 7,78 −1,42 p.p.
1998 9,2 +1,43 p.p.
1997 7,77 +0,16 p.p.
1996 7,61 +0,16 p.p.
1995 7,45 −0,06 p.p.
1994 7,51 −0,23 p.p.
1993 7,75 +0,48 p.p.
1992 7,26 −0,56 p.p.
1991 7,82 +1,04 p.p.
1990 6,78 −0,67 p.p.
1989 7,44 −0,27 p.p.
1988 7,71 +0,99 p.p.
1987 6,72 +0,25 p.p.
1986 6,47 +0,25 p.p.
1985 6,22 −0,27 p.p.
1984 6,49 +0,2 p.p.
1983 6,29 −0,43 p.p.
1982 6,72 +0,93 p.p.
1981 5,79 −0,19 p.p.
1980 5,98 −0,22 p.p.
1979 6,2 −0,82 p.p.
1978 7,02 +0,3 p.p.
1977 6,73 +0,49 p.p.
1976 6,23 −1,03 p.p.
1975 7,26 +0,19 p.p.
1974 7,07 −0,23 p.p.
1973 7,29 +0,1 p.p.
1972 7,19 +0,14 p.p.
1971 7,06 +0,15 p.p.
1970 6,9 +0,38 p.p.
1969 6,52 −0,91 p.p.
1968 7,43 +0,41 p.p.
1967 7,02 +0,41 p.p.
1966 6,62 −1,04 p.p.
1965 7,66 −1,23 p.p.
1964 8,89

Australia e Nuova Zelanda, 2025

Lo stesso indicatore nei paesi vicini — con link alle loro pagine

NZ Nuova Zelanda 12,81 AU Australia 6,51

Sull'indicatore

Quota degli alimenti nelle importazioni di merci. L'indicatore si legge come una misura della dipendenza alimentare, ma con una riserva: la quota è alta sia nei paesi ricchi con poca agricoltura, dove il cibo è semplicemente una voce di consumo importante, sia in quelli più poveri, dove significa vulnerabilità ai prezzi mondiali dei cereali. Per distinguere i due casi aiuta il confronto con l'insicurezza alimentare e con il peso dell'agricoltura nell'economia.

Importante: Un valore alto non è di per sé segnale di un problema: a Singapore e in Giappone la quota è elevata con un approvvigionamento del tutto garantito. Conviene guardarla insieme all'insicurezza alimentare.

Fonte: UNCTADstat (UNCTAD), licenza CC BY 3.0 IGO.