Quota degli alimenti nelle importazioni — tutti i paesi

Quota degli alimenti nelle importazioni — Australia

Quota degli alimenti nelle importazioni in Australia nel 2025 — 6,51%. È il 21º posto al mondo su 24. Dal 1963 l'indicatore è cresciuto del 0,09 p.p..

2025 6,51% +0,07 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 21di 24
Massimo del periodo 7,6%2020
Minimo del periodo 4,55%2000

Andamento per anno

1963–2025 · % delle importazioni di merci

Quota degli alimenti nelle importazioni — Australia, 1963–20254567819631970197719841991199820052012201920251963: 6,42%1965: 5,71%1967: 5,71%1969: 5,68%1971: 5,59%1973: 5,71%1975: 5,04%1977: 6,57%1979: 5,46%1981: 4,56%1983: 5,71%1985: 5,26%1987: 5,47%1989: 4,8%1991: 5,22%1993: 4,99%1995: 4,96%1997: 4,91%1999: 4,8%2001: 4,94%2003: 5,13%2005: 4,74%2007: 5,04%2009: 5,59%2011: 5,14%2013: 5,69%2015: 6,56%2017: 6,48%2019: 7,16%2021: 6,44%2023: 6,12%2025: 6,51%
Variazione nel periodo: +0,09 p.p. Media annua: 0 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Australia

Australia 6,51%
Australia e Nuova Zelanda calcolato 7,35%
Quota degli alimenti nelle importazioni — Australia, per anno Australia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 6,51 +0,07 p.p.
2024 6,45 +0,32 p.p.
2023 6,12 −0,03 p.p.
2022 6,15 −0,29 p.p.
2021 6,44 −1,15 p.p.
2020 7,6 +0,43 p.p.
2019 7,16 +0,64 p.p.
2018 6,53 +0,04 p.p.
2017 6,48 −0,62 p.p.
2016 7,1 +0,54 p.p.
2015 6,56 +0,37 p.p.
2014 6,2 +0,51 p.p.
2013 5,69 +0,63 p.p.
2012 5,05 −0,09 p.p.
2011 5,14 −0,16 p.p.
2010 5,31 −0,28 p.p.
2009 5,59 +0,78 p.p.
2008 4,81 −0,23 p.p.
2007 5,04 +0,27 p.p.
2006 4,77 +0,03 p.p.
2005 4,74 −0,06 p.p.
2004 4,8 −0,33 p.p.
2003 5,13 +0,27 p.p.
2002 4,87 −0,07 p.p.
2001 4,94 +0,39 p.p.
2000 4,55 −0,25 p.p.
1999 4,8 +0,07 p.p.
1998 4,74 −0,17 p.p.
1997 4,91 +0,06 p.p.
1996 4,85 −0,1 p.p.
1995 4,96 −0,04 p.p.
1994 5 +0,01 p.p.
1993 4,99 −0,06 p.p.
1992 5,04 −0,18 p.p.
1991 5,22 +0,19 p.p.
1990 5,03 +0,23 p.p.
1989 4,8 −0,42 p.p.
1988 5,22 −0,25 p.p.
1987 5,47 +0,13 p.p.
1986 5,34 +0,08 p.p.
1985 5,26 −0,29 p.p.
1984 5,55 −0,15 p.p.
1983 5,71 +1,14 p.p.
1982 4,57 +0,01 p.p.
1981 4,56 −0,64 p.p.
1980 5,2 −0,25 p.p.
1979 5,46 −0,41 p.p.
1978 5,87 −0,7 p.p.
1977 6,57 +1,25 p.p.
1976 5,33 +0,29 p.p.
1975 5,04 −0,67 p.p.
1974 5,71 +0,01 p.p.
1973 5,71 −0,43 p.p.
1972 6,13 +0,54 p.p.
1971 5,59 +0 p.p.
1970 5,59 −0,09 p.p.
1969 5,68 +0,13 p.p.
1968 5,56 −0,15 p.p.
1967 5,71 +0,05 p.p.
1966 5,66 −0,05 p.p.
1965 5,71 −0,21 p.p.
1964 5,93 −0,5 p.p.
1963 6,42

Australia e Nuova Zelanda, 2025

Lo stesso indicatore nei paesi vicini — con link alle loro pagine

NZ Nuova Zelanda 12,81 AU Australia 6,51

Sull'indicatore

Quota degli alimenti nelle importazioni di merci. L'indicatore si legge come una misura della dipendenza alimentare, ma con una riserva: la quota è alta sia nei paesi ricchi con poca agricoltura, dove il cibo è semplicemente una voce di consumo importante, sia in quelli più poveri, dove significa vulnerabilità ai prezzi mondiali dei cereali. Per distinguere i due casi aiuta il confronto con l'insicurezza alimentare e con il peso dell'agricoltura nell'economia.

Importante: Un valore alto non è di per sé segnale di un problema: a Singapore e in Giappone la quota è elevata con un approvvigionamento del tutto garantito. Conviene guardarla insieme all'insicurezza alimentare.

Fonte: UNCTADstat (UNCTAD), licenza CC BY 3.0 IGO.