Quota degli alimenti nelle esportazioni — tutti i paesi

Quota degli alimenti nelle esportazioni — Capo Verde

Quota degli alimenti nelle esportazioni a Capo Verde nel 2024 — 86,39%. È il 5º posto al mondo su 131. Dal 1978 l'indicatore è cresciuto del 21,29 p.p..

2024 86,39% −1,15 p.p. vs 2023
Posizione nel mondo 5di 131
Massimo del periodo 89,44%2022
Minimo del periodo 3,47%2001

Andamento per anno

1978–2024 · % delle esportazioni di merci

Quota degli alimenti nelle esportazioni — Capo Verde, 1978–2024025507510019781983198819931998200320082013201820231978: 65,1%1979: 72,34%1980: 83,79%1984: 84,25%1997: 22,14%1998: 15,46%1999: 16,88%2000: 10,16%2001: 3,47%2002: 6,13%2003: 6,4%2004: 10,38%2005: 44,17%2006: 62,12%2007: 40,82%2009: 72,63%2010: 81,61%2011: 83,75%2012: 87,09%2013: 86,09%2014: 86,06%2015: 86,14%2016: 83,57%2017: 77,32%2018: 83,46%2019: 80,98%2020: 84,52%2021: 87,41%2022: 89,44%2023: 87,54%2024: 86,39%
Variazione nel periodo: +21,29 p.p. Media annua: 0,46 p.p.

Confronto, 2024

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Capo Verde

Capo Verde 86,39%
Mondo 9,14%
Quota degli alimenti nelle esportazioni — Capo Verde, per anno Capo Verde Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2024 86,39 −1,15 p.p.
2023 87,54 −1,9 p.p.
2022 89,44 +2,03 p.p.
2021 87,41 +2,89 p.p.
2020 84,52 +3,54 p.p.
2019 80,98 −2,47 p.p.
2018 83,46 +6,13 p.p.
2017 77,32 −6,25 p.p.
2016 83,57 −2,57 p.p.
2015 86,14 +0,08 p.p.
2014 86,06 −0,03 p.p.
2013 86,09 −1 p.p.
2012 87,09 +3,34 p.p.
2011 83,75 +2,14 p.p.
2010 81,61 +8,98 p.p.
2009 72,63
2007 40,82 −21,31 p.p.
2006 62,12 +17,96 p.p.
2005 44,17 +33,78 p.p.
2004 10,38 +3,98 p.p.
2003 6,4 +0,27 p.p.
2002 6,13 +2,66 p.p.
2001 3,47 −6,69 p.p.
2000 10,16 −6,72 p.p.
1999 16,88 +1,42 p.p.
1998 15,46 −6,68 p.p.
1997 22,14
1984 84,25
1980 83,79 +11,45 p.p.
1979 72,34 +7,24 p.p.
1978 65,1

Sull'indicatore

Quota degli alimenti nelle esportazioni di merci: cereali, carne, latticini, pesce, frutta, bevande, oli. A differenza della dipendenza dai combustibili e dai metalli, la specializzazione alimentare non è considerata una vulnerabilità dello stesso tipo: la domanda di cibo cresce con la popolazione e non è soggetta a sostituzione tecnologica. Le quote maggiori non le danno i grandi produttori, ma Paesi piccoli con un'unica coltura da esportazione: caffè, cacao, banane.

Importante: Comprende le bevande e gli oli vegetali, ma non le materie prime agricole come cotone, caucciù e pelli: per queste esiste un indicatore a parte.

Fonte: UNCTADstat (UNCTAD), licenza CC BY 3.0 IGO.