Quota degli alimenti nelle importazioni — tutti i paesi

Quota degli alimenti nelle importazioni — UEE

Quota degli alimenti nelle importazioni nei paesi dell'UEE nel 2024 — 10,19%. Dal 1996 l'indicatore è calato del 7,51 p.p..

2024 10,19% +0,52 p.p. vs 2023
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 20,87%1998
Minimo del periodo 9,67%2023

Andamento per anno

1996–2024 · % delle importazioni di merci

Quota degli alimenti nelle importazioni — UEE, 1996–202451015202519961999200220052008201120142017202020231996: 17,7%1997: 18,77%1998: 20,87%1999: 17,34%2000: 17,4%2001: 18,17%2002: 18,55%2003: 17,17%2004: 14,67%2005: 14,47%2006: 12,94%2007: 11,52%2008: 11,21%2009: 14,28%2010: 13,08%2011: 11,65%2012: 11,61%2013: 12,5%2014: 13,01%2015: 13,63%2016: 12,16%2017: 11,36%2018: 11,6%2019: 11,42%2020: 12,83%2021: 11,64%2022: 17,56%2023: 9,67%2024: 10,19%
Variazione nel periodo: −7,51 p.p. Media annua: -0,27 p.p.

Confronto, 2024

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: UEE

UEE 10,19%
Mondo 8,89%
Quota degli alimenti nelle importazioni — UEE, per anno UEE Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2024 10,19 +0,52 p.p.
2023 9,67 −7,89 p.p.
2022 17,56 +5,92 p.p.
2021 11,64 −1,19 p.p.
2020 12,83 +1,41 p.p.
2019 11,42 −0,18 p.p.
2018 11,6 +0,24 p.p.
2017 11,36 −0,8 p.p.
2016 12,16 −1,46 p.p.
2015 13,63 +0,61 p.p.
2014 13,01 +0,51 p.p.
2013 12,5 +0,89 p.p.
2012 11,61 −0,04 p.p.
2011 11,65 −1,43 p.p.
2010 13,08 −1,2 p.p.
2009 14,28 +3,07 p.p.
2008 11,21 −0,31 p.p.
2007 11,52 −1,42 p.p.
2006 12,94 −1,52 p.p.
2005 14,47 −0,21 p.p.
2004 14,67 −2,49 p.p.
2003 17,17 −1,38 p.p.
2002 18,55 +0,37 p.p.
2001 18,17 +0,78 p.p.
2000 17,4 +0,06 p.p.
1999 17,34 −3,53 p.p.
1998 20,87 +2,1 p.p.
1997 18,77 +1,07 p.p.
1996 17,7

Sull'indicatore

Quota degli alimenti nelle importazioni di merci. L'indicatore si legge come una misura della dipendenza alimentare, ma con una riserva: la quota è alta sia nei paesi ricchi con poca agricoltura, dove il cibo è semplicemente una voce di consumo importante, sia in quelli più poveri, dove significa vulnerabilità ai prezzi mondiali dei cereali. Per distinguere i due casi aiuta il confronto con l'insicurezza alimentare e con il peso dell'agricoltura nell'economia.

Importante: Un valore alto non è di per sé segnale di un problema: a Singapore e in Giappone la quota è elevata con un approvvigionamento del tutto garantito. Conviene guardarla insieme all'insicurezza alimentare.

Fonte: UNCTADstat (UNCTAD), licenza CC BY 3.0 IGO.